Taranto sommersa dalla spazzatura. Necessario un cambio di rotta

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TARANTO – Con l’avvento della amministrazione Melucci è cambiato di nome della municipalizzata per la raccolta dei rifiuti da Amiu a Kyma Ambiente ma, a quanto pare, non è cambiata la sostanza perché permangono i problemi della raccolta dei rifiuti in città, malgrado i buoni propositi  e i costi altissimi in termini economici sopportati dai cittadini.

E’ il segno di un’amministrazione comunale che non riesce ancora a trovare la strada giusta per rendere questo servizio efficiente per la cittadinanza; e c’è chi rimpiange la vecchia Amiu. L’introduzione della raccolta differenziata nel Centro Storico e nel Borgo ha mostrato, da subito, tutte le sue lacune dovute alla ridotta capienza dei cassonetti e alla complessità del loro utilizzo, soprattutto per le persone anziane. Ancora peggio le problematiche relative ai rifiuti nelle periferie dove la spazzatura si accumula dentro e fuori cassonetti spesso sporchi e privi di coperchio sui marciapiedi che non vengono mai lavati, perché a Taranto non esistono macchine per il lavaggio dei marciapiedi, rendendo difficile la vita ai commercianti ed ai cittadini.

Discorso a parte meritano i “rifiuti ingombranti”, mobili e suppellettili  che dovrebbero essere recuperati presso le abitazioni dei cittadini previo appuntamento. In proposito si sono registrati appuntamenti non rispettati o  troppo lontani nel tempo, carenze del servizio e tutto questo ha spesso causato abbandoni di rifiuti ingombranti che, aggiunti alla mancanza di controllo da parte della amministrazione, hanno reso Taranto sporca, soprattutto, nelle periferie. Una situazione ormai sfuggita di mano, sicché appare sempre più frequente trovare mobili vecchi e rifiuti di ogni genere accatastati che permangono anche per giorni vicino ai cassonetti, soprattutto nelle parti periferiche dove non è ancora partita la raccolta differenziata.

Taranto, via Anfiteatro. Quartiere Borgo, elegante e prestigioso, eppure la dicitura sulla cassetta ortofrutticola “Qualità e Gusto” evoca, purtroppo, scarsa qualità ambientale e ambiguità sul “gusto” che si può assaporare passando di là, visto che a pochi metri da frutta e verdura in bella mostra sul marciapiedi campeggiano cassonetti stracolmi in barba ad ogni norma di elementare decoro, decenza e salute. Soprattutto in tempi di Covid (foto M. Del Vecchio)

 

Ma anche in centro la situazione non è migliore e la sera, prima della raccolta notturna, sono visibili tanti sacchetti abbandonati ai margine dei cassonetti della differenziata nel centro cittadino per l’incapienza dei contenitori. Taranto è sporca, è inutile nasconderlo. Una situazione complessivamente disastrosa documentata da numerose fotografie postate dai cittadini su Facebook, esasperati da questa situazione.  Ne pubblichiamo alcune inviateci dal sig. Michele del Vecchio, residente a Taranto, che testimoniano il degrado. Non c’è dubbio che occorre fare di più e, soprattutto, occorre fare meglio visti i costi sostenuti dalla cittadinanza fin troppo elevati.

 

 

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Redazione Oraquadra

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