Apertamente: Chiarimenti in merito alla vicenda Cassese biogas

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In data 26/2/2021, ho pubblicato una riflessione nella sezione “Apertamente” del giornale on line Oraquadra.info dal titolo “ Cassese e l’arte di fare le leggi su misura”.

Al riguardo è necessario precisare due cose: la prima è che la sezione apertamente non è destinata alla diffusione di notizie di cronaca, ma è uno spazio a disposizione di ogni lettore per affrontare tematiche di rilevanza pubblica; la seconda precisazione è che il titolo ha lo scopo di attirare l’attenzione del lettore per condurlo alla lettura dello scritto nel quale non si è mai giunti ad affermazioni contro l’On Cassese ma alla sollevazione di legittimi punti di domanda.

In modo chiaro e cristallino lo scritto invitava i lettori a spendere tre secondi del proprio tempo per digitare su google le seguenti parole di ricerca: “ Monti del Duca biogas” e individuava i risultati di tale ricerca citando un articolo dell’On Cassese nel quale annunciava di essersi fatto promotore per l’anno 2021 della proroga degli incentivi in favore degli impianti di biogas, citava un link della ditta Dellfac srl in merito alla realizzazione di un impianto di biogas della potenza di 249 kw presso la masseria Monti del Duca, citava un link del Consorzio italiano di biogas che annunciava la proroga per l’anno 2020 degli incentivi ulteriormente prorogati dall’On Cassese, con la precisazione però del mancato finanziamento degli incentivi per l’acquisto delle materie prime per la produzione di biogas.

Da questi dati di fatto facilmente riscontrabili, di cui con la massima trasparenza sono stati forniti ai lettori i riferimenti di ricerca, si sviluppava una riflessione sul possibile conflitto di interessi dell’On Cassese tra il suo ruolo di parlamentare ed il suo ruolo di proprietario pro quota di un impianto di produzione di biogas a ciclo integrato, ossia non necessitante di acquisto di materie prime esterne per la produzione di biogas.

Tali perplessità venivano palesante in forma di domanda, chiarendo all’esito che trattavasi di “domande che rimarranno senza risposta.”

Risposte che invece questa volta, grazie al tenore profondamente provocatorio dello scritto, l’On Cassese si è degnato di dare, diversamente da quando altre testate giornalistiche di rilevanza nazionale, come “Il Foglio” avevano sollevato la questione del conflitto di interessi.

Che l’On Cassese abbia chiarito la sua posizione me ne rallegro, era quello lo scopo dello scritto, ossia chiarire alcuni dubbi legittimi della opinione pubblica in merito al suo doppio ruolo di parlamentare e imprenditore.

Alcune amare riflessioni contenute nello scritto sono state dovute al fatto che l’On Cassese in questi tre anni di legislatura, ha portato a compimento interventi legislativi solo nelle materie coincidenti con il proprio preciso ambito imprenditoriale, tralasciando i restanti comparti agricoli come quello dell’uva da tavola, senza mai prendere iniziative legislative volte a tutelare i nostri prodotti sul mercato, fatta eccezione ovviamente del comparto di produzione delle uova.

Mai c’è stata una proposta di legge per arginare l’invasione del mercato nazionale da parte dell’uva prodotta a basso costo all’estero.

Mai c’è stato un intervento legislativo per arginare le importazioni di grano dall’estero, naturale o geneticamente modificato, che ha mandato in crisi il comparto produttivo della pasta e derivati.

Per non parlare della totale assenza in sede legislativa di risultati degni di nota nelle altre problematiche che assillano il nostro territorio quali quella sanitaria, fiscale in materia di applicazione IMU ai suoli non edificabili, per non parlare della delusione lasciata dal diametrale dietro front del Movimento 5 Stelle riguardo alle politiche gestionali dello stabilimento siderurgico ex Ilva.

Nello specifico, la legge che impose la tracciabilità delle uova, che comportò innegabili benefici anche alla azienda dell’On Cassese, fu fatta oggetto di pesanti critiche da parte dei piccoli produttori di uova, che si trovarono dall’oggi al domani esclusi dal mercato, stante all’essenza nelle loro aziende dei macchinari necessari per la tracciatura in parola. Fu per arginare tali critiche che l’On Cassese si fece proponente di un secondo intervento legislativo volto a mettere a carico dello Stato i costi per l’acquisto dei macchinari di tracciatura.

Oggi l’On Cassese ci dice che non beneficiò di questo secondo intervento legislativo e gli crediamo, così come gli crediamo quando ci dice di non aver beneficiato degli incentivi da lui stesso prorogati, ma converrà l’On Cassese che di coincidenze in questa vicenda ce ne sono molte e andavano chiarite.

Dispiace solo che si debba arrivare alla provocazione per ottenere risposte, così come dispiace dover andare incontro ad una denuncia penale, così come paventata dall’On Cassese, per il solo fatto di animare il pubblico dibattito con domande legittime che circolano sulla bocca di tutti, ogni qual volta On Cassese adotta iniziative legislative in ambiti economici coincidenti con quelli della Azienda agricola di cui è comproprietario.

Dal punto di vista legale corre obbligo precisare, che lo scritto pubblicato in data 26/2/2021 a mia firma, non ha dato notizie false e tendenziose per il semplice fatto di non aver dato notizie, la sua redazione rientra non nel diritto di cronaca ma nell’esercizio del diritto di critica, parimenti tutelato dalla Costituzione, il cui esercizio è legittimo anche in presenza di termini forti, lesivi dell’onore altrui, quando tali termini sono necessari per attirare l’attenzione del lettore su vicende e personaggi di rilevanza pubblica, come è appunto la vicenda narrata e la persona dell’On Cassese.

Se sarà necessario difendermi in tribunale per esercitare il mio legittimo diritto di fare domande e ottenere risposte, pazienza, affronterò il tribunale, chiarendo che il percorso logico indicato nello scritto era chiaro, preciso e cristallino in modo da mettere il lettore nella autonoma possibilità di informarsi e farsi una propria legittima opinione sull’argomento, opinione che oggi viene opportunamente integrata dalle dichiarazioni dell’On Cassese che però, dal tenore dei suoi scritti, più che chiarezza, sembra voler esercitare vendette personali di natura politica.

Purtroppo a Grottaglie il tenore della comunicazione tra diverse fazioni politiche, o anche solo tra persone aventi un diverso orientamento politico, tracima non di rado nella sfera giudiziaria, per colpa di una concezione della politica autoritaria e indifferente alle esigenze di dialogo con l’elettorato chiamato a votare una volta ogni cinque anni e indotto al silenzio per il restante periodo sotto la scure di minacce giudiziarie, che fanno paura non riguardo all’esito, quanto per la lunga durata dei relativi processi.

A quanto pare, salva volontà di addivenire a più miti consigli, tra quattro – cinque anni sapremo se quello scritto del 26/2/2021 integrava gli estremi della diffamazione, pur nella forma dubitativa di domande, oppure era espressione della legittima voglia di chiarezza di un elettorato che viene sistematicamente ignorato ogni volta che chiede aiuto o rivolga semplicemente una domanda al politico di turno.

Riguardo a me, continuerò a fare domande dettate dal mio senso civico e dal mio desiderio di verità, continuando a tollerare gli insulti e le minacce, ma trascinando con me in tribunale, se sarò chiamato a rispondere delle mie condotte, anche i sostenitori dell’On Cassese che fomentati dai suoi scritti, mi hanno profondamente ingiuriato e diffamato. Se questi sono i termini del pubblico dibattito pazienza, affidiamoci alla Magistratura affinchè tuteli i diritti inviolabili riconosciuti dalla Costituzione.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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