Recensione di Saverio Fanigliulo. “Progettare la lentezza”, un libro con cui fare esperienza

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Il libro scritto da Paolo Pileri, Progettare la lentezza, Ed. People, è un invito esperto a farci riflettere sui ritmi eccessivi imposti alle persone nella nostra società consumistica e sulla necessità di ridurre la velocità del nostro “viaggio” per metterci in cerca di un nuovo itinerario più virtuoso che si rapporti più intimamente con il suolo, l’ambiente, la cultura… “Quando scegliamo la velocità, scegliamo di saltare il corredo valoriale della lentezza e il relativo potere di cura dei territori.”

“Fermati o tempo, sei così bello!” diceva Goethe, ma il tempo non si può fermare, possiamo al massimo fruirne in maniera tale da utilizzarlo pienamente, assumendo la lentezza come un valore intrinseco della persona, indispensabile per favorire una buona vita e un buon abitare.

La nostra vita potrebbe cambiare in meglio se facessimo un buon uso della “lentezza”. In tal senso potremmo osservare e apprezzare più da vicino la bellezza e il valore di un paesaggio, i particolari dei luoghi e degli ambienti che si incontrano.

Il nostro Paese è così ricco di arte, di cultura, di segni e testimonianze importanti che contraddistinguono il carattere e la tipicità di un territorio, di un borgo, di un sentiero, di un cascinale. Spesso il turista classico (Over tourism) “motorizzato” trascura di soffermarsi lungo il percorso del viaggio avendo come obiettivo un punto di arrivo predeterminato nel “pacchetto” (relazione anaffettiva tra partenza e arrivo). Per il turista lento invece è importante vivere e muoversi lentamente nel territorio, interagendo con esso (Turismo esperienziale).

 

Il turista che predilige il cammino (camminanti), la bicicletta (cicloturista) e/o altro, avverte l’esigenza di percorrere linee lente (la vita viene vissuta lungo i percorsi) che permettono di interagire, esplorare e di prendersi cura da vicino dei luoghi. Il turista lento si lascia contaminare intimamente dalla cultura, dall’arte, dagli usi, dalle tradizioni, dalle relazioni tra cibo e territorio, dalla gentilezza della gente, ecc. ed egli stesso lascia dietro di sé una scia che segnala il suo passaggio virtuoso e per nulla anonimo (Geografia sentimentale).

In Italia, rispetto agli altri Paesi europei come Francia, Svizzera, Olanda, Danimarca, Austria, si insiste sull’over tourism e si trascura l’importanza strategica, inclusiva, sociale ed economica delle linee lente, della “collana di perle” che, se ben organizzate, strutturate e collegate, potrebbero dare grandi opportunità in termini di occupazione e di valorizzazione socio-ambientale e culturale dei territori che, oggi, sono poco o nulla considerati.

L’autore ha già esperienza diretta di progettazione di linee lente essendo un ingegnere urbanista con notevoli competenze nel campo. Infatti, è stato l’artefice della progettazione e della costruzione sugli argini del Po del Percorso ciclabile lento che collega Venezia con Torino (VENTO).

“È nato prima il cammino e poi le città intermedie…”

SaverioFanigliulo
Insegnate di Matematica
Scuola Media F.Pignatelli
Grottaglie

 

 

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