Col modus operandi a compartimenti stagni il territorio non crescerà. Si proceda con il confronto allargato

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Come Confartigianato crediamo fermamente nel dialogo, nel confronto tra Enti, come soggetti istituzionali, ed organizzazioni di categoria, a maggior ragione in questo terribile momento di pandemia, in un territorio particolarmente colpito da varie crisi e conflittualità come quello tarantino. Ciò certamente – evidenzia Fabio Paolillo segretario di Confartigianato – costituisce uno strumento indispensabile per riuscire a cogliere le esigenze dei vari settori produttivi interessati e in tal senso,  apprezziamo la disponibilità dell’Amministrazione Comunale di Taranto.

Ci permettiamo però di sottolineare che questi confronti avrebbero una maggiore valenza e sarebbero decisamente più proficui se strutturati in modo diverso: non al ping pong di confronti tra la singola organizzazione e l’Ente Civico, seppure ovviamente legittimi, bensì un tavolo strutturato che veda da un lato, presenti insieme, le maggiori organizzazioni  e dall’altro  l’Amministrazione.  Cio’ per avere un quadro il più completo, il più composito ed il piú esauriente possibile,  totalizzante rispetto alle esigenze del settore. Con questo metodo oltretutto si eviterebbe il rischio della autorefenzialità della singola organizzazione. Preferiamo insomma il “noi” del settore ai vari “io”.

Il territorio viene da un lungo periodo di contrapposizione, di litigio, di spaccature e serve quindi unità di intenti e serenità. Il procedere a compartimenti stagni nelle interlocuzioni tra rappresentanti di categoria e le amministrazioni comunali, con gli enti pubblici, come ha vissuto questo territorio per lunghi anni, non ha pagato, non è servito alla crescita del territorio, delle imprese. Il Sindaco Melucci attuò diversi mesi fa, in piena pandemia, un nuovo metodo di confronto quello del confronto allargato, bene. Si dia continuità, altrimenti si fanno passi indietro. 

Sono tante purtroppo le problematiche che attanagliano la città, molte delle quali sin troppo oscurate dalla crisi della grande industria.

La desertificazione commerciale del territorio è senza freni, storiche imprese hanno chiuso i battenti definitivamente, poche sono le nuove imprese che riescono a resistere per più di uno/due anni alla scommessa del rischio d’impresa. Una tendenza purtroppo che ha colpito anche le note vie commerciali della città, dove ormai, per le riaperture la fa da padrone l’imprenditore forestiero. Sono tutti indici che vanno approfonditi, studiati, su cui fare riflessioni importanti e risolutive. 

Quindi occorre accelerare sulle problematiche, utilizzando  gli strumenti che servono, a cominciare proprio dalla benedetta definizione del nuovo piano strategico del commercio, dell’utilizzo delle risorse del Distretto Urbano del commercio, che è inspiegabilmente fermo da troppo tempo, per la rivitalizzazione delle vie commerciali a beneficio di tutte le imprese operanti.

Come, allo stesso tempo, è urgentissimo, torniamo a ribadire, un confronto per la rivisitazione complessiva del sistema e della regolamentazione dei tributi comunali, molti settori del commercio e dell’artigianato sono allo stremo, riuscire a pagare  IMU e TARI alle aliquote ed alle scadenze attuali è soltanto pura illusione.  Bisogna intervenire subito e con coraggio perchè non vogliamo che le imprese in difficoltà si trovino costrette a dover accumulare anche debiti tributari. Purtroppo problemi ce ne sono e vanno affrontati uno ad uno .

Ribadendo inoltre gli sforzi di questa Amministrazione Comunale volti a disegnare un futuro diverso per Taranto –  sforzi incentrati su una grande progettualità, necessaria in quanto mancante da diversi anni –  evidenziamo in modo assolutamente costruttivo che il domani deve essere sempre ancorato alle esigenze dell’oggi: ben vengano dunque i “disegni” futuri, ma i fari devono sempre essere puntati anche sulle necessità quotidiane dei semplici cittadini e degli operatori delle categorie produttive. La storia insegna che in alcuni casi, per volare tropo alto si è perso il contatto con la quotidianità, ma ciò non si riferisce certo a questa Amministrazione.  Vogliamo solo evidenziare, ancora una volta – chiude Paolillo –  l’importanza della metodologia, del sistema di confronto allargato tra organizzazioni di categoria ed Ente Comune: insomma un approccio più ampio ed esteso che deve però avere un seguito continuo, un continuo confronto ed aggiornamento, con una partecipazione più allargata arricchirebbe un confronto già comunque attualmente importante ed apprezzabile.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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