Il Buongiorno di Pina Colitta. Parola di Dante

Condividi

Non avrei mai potuto, a conclusione di questa settimana, nel mese dedicato al Sommo Poeta, non dedicare qualche mia riflessione… E, come sempre è stato per me, più naturale e consono al mio vissuto di docente, parlare di un Dante vicino a noi che parla con noi…
“Amor che a nullo amato amar perdona”, il celebre verso della Divina Commedia, nel quinto canto dell’Inferno. Un verso che non rimane solo lì in quel canto, entra invece nel nostro oggi, nel nostro verbo ad esempio con il testo della canzone Serenata rap di Jovanotti, quando dice:

“Amor che a nullo amato amar perdona porco cane
Lo scriverò sui muri e sulle metropolitane (…)”

E che dire poi di Antonello Venditti che qualche anno prima, aveva celebrato il medesimo verso dantesco all’interno di una delle sue canzoni più famose, Ci vorrebbe un amico:
“E se amor che a nulla ho amato,
Amore, amore mio perdona
In questa notte fredda
Mi basta una parola (…)”

Ecco come si può contestualizzare con un’operazione di intertestualità i versi di un’opera che cavalca da secoli la più elevata cultura letteraria…

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Gli amanti più famosi della storia, Paolo e Francesca, i due cognati protagonisti e vittime di un amore adulterino dall’epilogo tragico per cui l’Amore non perdona a nessuna persona che riceve Amore di amare, ossia di non riamare a sua volta.
E come non è attuale ed eterna la inesorabile fatalità di Eros, al quale nessun uomo può sfuggire.

Questo verso è l’ennesima prova della mirabile arte poetica dantesca, che nel giro di poche sillabe riesce a condensare le emozioni esistenziali…

Un sereno sabato nel ricordo emozionale di Dante.


Condividi

Lascia un commento