«A rischio la tenuta sociale, riaperture immediate e più controlli in città»

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Casartigiani chiama a raccolta le associazioni di categoria

Il Governo è impegnato in queste ore nella definizione di nuove regole anti-covid che dovrebbero rimanere in vigore fino al prossimo 30 aprile. Secondo alcune indiscrezioni, la situazione epidemiologica e il ritardo con cui vengono effettuati i vaccini, non consentirebbero un immediato allentamento delle restrizioni attualmente in vigore. Per la riapertura di centri estetici, saloni di acconciatura e studi di tatuatori ad esempio, inciderà l’andamento della pandemia.

Le imprese del settore benessere, che hanno già subito forti perdite economiche nei mesi trascorsi sia per effetto delle chiusure imposte che a causa della concorrenza da parte delle attività abusive svolte direttamente a domicilio del cliente senza controlli né misure di sicurezza, non sembrano disposte ad accettare ulteriori restrizioni dopo le festività pasquali.

«I nostri artigiani sono esasperati, sono arrivati al culmine della loro pazienza e tollerabilità. – commenta il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo – Non si può più sopportare una situazione di crisi di questo genere, considerato, tra l’altro, che il decreto sostegni non ha previsto aiuti concreti e come già ribadito più volte, è uno strumento poco utile alle imprese. Siamo preoccupati per quello che potrebbe succedere la prossima settimana se non si consentirà la riapertura in sicurezza delle attività».

Parrucchieri, barbieri, estetiste e tatuatori della provincia di Taranto hanno accettato la chiusura dei loro locali anche senza un motivato rischio di contagio nei loro saloni e centri estetici. L’implementazione di rigidi protocolli e misure igienico-sanitarie adottate hanno infatti funzionato bene nei mesi scorsi, garantendo ampiamente la tutela della salute di operatori e di clienti.

«Nonostante la chiusura di queste attività i contagi continuano ad aumentare e le terapie intensive sono in affanno. C’è quindi qualcosa che non sta funzionando. – aggiunge Castronuovo – Puntiamo il dito contro la cattiva gestione dell’emergenza sanitaria e denunciamo l’inefficienza dei controlli, soprattutto nei quartieri periferici. Dopo un anno non abbiamo risolto nulla, i problemi che avevamo prima, ci sono anche oggi. Ma è inaccettabile che a pagare per la disorganizzazione delle istituzioni siano le imprese che hanno invece dimostrato di essere ampiamente sicure. Richiamiamo le istituzioni al senso di responsabilità e poniamo già da ora la richiesta di convocazione urgente di un tavolo per l’individuazione di soluzioni concrete atte a garantire la sopravvivenza delle imprese locali».

Casartigiani Taranto, rispetto ad altre organizzazioni, ha scelto di non scendere in piazza a manifestare. «Riteniamo non serva a nulla. – fa sapere Ivano Mignogna (foto di copertina), referente della categoria estetica e acconciatura – Crediamo sia più utile un confronto costruttivo con enti e istituzioni purchè si facciano gli interessi della nostra categoria. Abbiamo delle idee, abbiamo una visione e non vogliamo che resti solo nostra perché riguarda tutti gli operatori del settore della provincia di Taranto. Per questo invitiamo anche le altre associazioni di categoria a unirsi a noi per riaffermare tutti insieme il valore dell’artigianato».

Casartigiani, già nei giorni scorsi, ha avviato un dialogo con Confartigianato per condividere le progettualità su cui già lavora da tempo. «Crediamo sia indispensabile fare squadra per rispondere alle esigenze dei professionisti del settore dei servizi alla persona. C’è bisogno di unità di intenti – conclude Mignogna – per raggiungere gli obiettivi sperati e ora non più procrastinabili».

 

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Redazione Oraquadra

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