Oggi la Polizia di Stato celebra i 40 anni della legge di riforma

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In occasione del 40^ Anniversario della promulgazione della Legge 121/81 che ha smilitarizzato il Corpo delle Guardie della Pubblica Sicurezza e posto le fondamenta della Polizia di Stato, il Questore di Taranto Dr. Giuseppe Bellassai ha commentato l’importante evento che oggi sarà ricordato anche a livello nazionale. 

Un anniversario importante, una data storica, quella del 1^  aprile che segna la promulgazione della Legge 121/ 1981, considerata la pietra miliare nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza. 

La legge ha determinato un cambiamento epocale e radicale nella gestione della Sicurezza nel Nostro Paese. 

Un percorso iniziato 40 anni fa che gradualmente ha modificato e migliorato l’organizzazione della Polizia di Stato.

La  smilitarizzazione, la sindacalizzazione e soprattutto la parificazione dei ruoli tra gli uomini e le donne sono state tappe che, con il passar degli anni, hanno fatto diventare  la Polizia di Stato un’organizzazione volta alla tutela dei diritti e delle libertà dei cittadini e non solo volta alla repressione dei reati.

Il nostro “Esserci Sempre” può essere considerato l’evoluzione che questa riforma  voleva rappresentare e che intendeva dare alla comunità tutta, ovvero una Polizia di Stato vicina ai cittadini che ne comprendesse le difficoltà e  le esigenze per poi operare a tutela dei loro diritti.

Il percorso che ha poi avuto come risultato la parificazione tra gli uomini e le donne della Polizia di Stato, ha avuto inizio ben prima del 1981. 

Già vent’anni prima, nel 1961 era stata istituita la Polizia Femminile seppur con dei compiti limitati e circoscritti.

La Polizia di Stato può essere considerata di diritto precursore del fenomeno sociale della parità di genere. A oggi sono circa 15.000 le donne impegnate nella nostra amministrazione sempre più spesso con ruoli di rilievo. Non ultimo la nomina a Vice Capo della Polizia di un prefetto donna.”

Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha voluto evidenziare l’importanza della ricorrenza con un libro dal titolo “La riforma dell’Amministrazione della pubblica sicurezza” del Prefetto Carlo Mosca, scomparso purtroppo pochi giorni fa, che di quella riforma è stato uno degli ispiratori. Dopo il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella, quello del Ministro dell’Interno Lamorgese e del Sottosegretario Franco Gabrielli, nei 12 capitoli del libro si snodano i temi più significativi di quella riforma lontana nel tempo eppure ancora cosi attuale. Ogni capitolo si arricchisce del contributo di riflessione da parte di una personalità del mondo religioso, scientifico, politico o istituzionale: il Cardinale Gianfranco Ravasi approfondisce gli aspetti del “servizio”, il Ministro Marta Cartabia quelli del ruolo delle “donne”, il Procuratore generale Giovanni Salvi l’introduzione del ruolo degli “Ispettori”, il prof. Michele Ainis i “sindacati”, il dott. Gianni Letta l ”ordine e la sicurezza pubblica” e poi ancora il professore Giuliano Amato, Marino Bartoletti, Eugenio Gaudio, Annamaria Giannini, Gaetano Manfredi, Antonio Romano, Maurizio Viroli.

Sono 181 pagine ricche di immagini, anche storiche, che ricordano il passaggio da amministrazione militare di polizia ad amministrazione civile di garanzia, illuminata dallo spirito e dal dettato della Costituzione Repubblicana, al servizio dei cittadini e delle Istituzioni democratiche del Paese.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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