CURIOSITA’: La tradizione delle uova di Pasqua

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Oggi le uova di cioccolato sono il simbolo della Pasqua e un grande dono per i bambini, ma, in realtà, quella dell’uovo è una tradizione antichissima, che ha visto la luce migliaia di anni fa.

In epoca pre-cristiana in molti luoghi del mondo era da tempo diffusa la tradizione dello scambio delle uova.

Gli antichi Persiani, ma anche gli stessi Egizi, i Greci e i Cinesi usavano donarsi delle uova decorate in modo rudimentale per celebrare il cambio di stagione e l’arrivo della primavera, vissuto come una sorta di Capodanno.

I persiani si scambiavano uova di gallina in primavera, i romani avevano l’abitudine di seppellire un uovo dipinto di rosso nel terreno per augurarsi un buon raccolto.

Per i pagani, in generale, l’uovo era il simbolo della vita, l’unione tra il cielo e la terra. Per gli egizi rappresentava il fulcro dei quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. Poi è arrivato il cristianesimo e l’uovo è diventato il simbolo della Resurrezione di Gesù.

L’usanza cristiana dell’uovo di Pasqua è iniziata in Mesopotamia. Qui le uova venivano colorate di rosso, in ricordo del sangue di Cristo, versato con la sua crocifissione. Si racconta che Maria Maddalena, una volta trovato vuoto il sepolcro di Gesù, corse dai discepoli ed annunciò la straordinaria notizia. Pietro, incredulo, disse: “crederò a quello che dici solo se le uova contenute in quel cestello diverranno rosse“. Le uova si colorarono subito di un rosso intenso.

Da queste vicenda nacque la simbologia cristiana legata all’uovo come segno di vita: simile a un sasso, e quindi a un sepolcro, l’uovo contiene la vita, e diventa simbolo di resurrezione.

La tradizione di regalare le uova di Pasqua ebbe un impulso decisivo nel Medioevo, probabilmente in Germania.

Prima come dono alla servitù, poi come omaggio tra gli abitanti delle comunità.

I contadini se le scambiavano avvolte in foglie e fiori e così si coloravano naturalmente. Per colorarle artificialmente spesso usavano bollirle con vari sistemi. Per farle arancioni le bollivano con le cipolle, gialle con il the, rosa con le barbabietole.

Gli aristocratici preferivano, invece, quelle in materiali preziosi come argento, platino ed oro. Questa tradizione si diffuse dappertutto, in particolare in Inghilterra, sotto Edoardo I,  re dal 1272 al 1307, che commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d’oro da donare in occasione della Pasqua.

La tradizione si diffuse nei secoli in altre corti fino ad arrivare in Russia, dove divennero celebri con le creazioni dell’orafo Peter Carl Fabregé. Fu lo Zar Alessandro III che nel 1883 incaricò l’orafo di corte Peter Carl Fabergé di realizzare meravigliose uova decorate per la consorte Dagmar di Danimarca. Il metodo utilizzato era quello delle matrioske. Il primo uovo realizzato era in platino smaltato di bianco. Ne conteneva uno in oro, dentro il quale c’erano due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino dorato. Visto il successo del primo regalo, lo zar ne commissionò un altro, per l’anno successivo e l’usanza andò avanti fino alla Rivoluzione d’Ottobre.

Le origini delle uova di Pasqua di cioccolato, invece ci riconducono al Re Sole, il quale, ad inizio Settecento, fece realizzare il primo uovo di crema di cacao pieno al suo chocolatier di corte. La nascita dell’uovo di cioccolato vuoto all’interno fu, invece, merito del pasticcerie olandese Van Hauten, che nel 1828 ideò uno stampo concavo per permettere la creazione di uova sottili, vuote in modo da potervi inserire una piccola sorpresa.

Le prima uova di cioccolato in serie furono prodotte nel 1875 dall’inglese John Cadbury, il quale inventò anche le uova di cioccolato al latte.

Nel 1879 lo svizzero Rodolphe Lindt inventò una macchina per il concaggio, che rendeva il cioccolato vellutato e particolarmente morbido al palato.

Oggi le uova di Pasqua di cioccolato sono una delle bontà più famose della Pasqua ed un prezioso dono per i bambini.

 

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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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