Focus sul settore del welfare: intervista all’avv. Simona Scarpati

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L’avvocato Simona Scarpati è stata per due anni assessore ai servizi sociali del Comune di Taranto, nella giunta Melucci. Esperta nella gestione amministrativa della cosa pubblica, per formazione giuridica, ha fatto arrivare a Taranto fondi milionari portando il suo assessorato  ad essere oggi uno dei più efficienti della città jonica, grazie a un lavoro di riordino e riequilibrio della gestione.

La incontriamo oggi per discutere della situazione attuale delle problematiche sociali di Taranto e in particolare di ciò che a Taranto è ancora oggi in attesa di risoluzione.

Taranto appare attanagliata, oggi più di prima, nella morsa della crisi economica e sociale. Da cosa dipende tutto ciò?

A livello globale assistiamo ad una crisi economico sociale senza precedenti causata inevitabilmente dalla crisi sanitaria scaturita dal covid 19. Questa criticità è particolarmente evidente nella nostra città perché è andata ad incidere in maniera preponderante su una situazione di fragilità sociale già esistente e particolarmente forte. In occasione della redazione del piano sociale di zona per il trienno 2018 – 2020 che ho portato a compimento quando rivestivo la carica di assessore ai servizi sociali della nostra città, si era già registrato, dall’analisi del contesto socio economico, un indebolimento delle reti di protezione primaria ed un maggiore rischio di isolamento sociale, situazioni di bisogno estremo, povertà, perdita di lavoro, emergenza abitativa. È indubbio che tali situazioni si siano triplicate con l’arrivo della grave crisi economico sociale indotta dall’avvento del covid. A tutto questo dobbiamo indubbiamente aggiungere la problematica ambientale e sanitaria che purtroppo funesta la nostra realtà.

Quali sono le principali problematiche che ha incontrato nel contesto jonico nella gestione del suo mandato e quali sono le criticità sociali che oggi, secondo lei, necessitano di urgente risoluzione?

Le criticità principali erano fondamentalmente l’emergenza abitativa e la necessità di ricorrere a contributi economici per le famiglie in situazione di estremo disagio sociale. La richiesta di abitazioni e contributi abitativi e straordinari ha sempre caratterizzato le maggiori aree di intervento immediato. Tali situazioni oggi sono, come dicevo prima, aumentate per il cambio di contesto economico – sociale. Ai precedenti livelli di povertà ed emergenza si è aggiunta anche una fascia media della popolazione che, con la crisi provocata dal covid, non è più in grado di far fronte alle necessità, anche alimentari, del proprio nucleo familiare. Queste criticità sociali dovrebbero essere affrontate in maniera più organica, non semplicemente ricorrendo a sussidi di carattere temporaneo. Occorre implementare e rafforzare la rete di servizi, anche attraverso collaborazioni interistituzionali. E’ una forma di coesione e co-azione che ho sempre attuato e che ha sempre portato a buoni frutti nella gestione delle emergenze. Nel sociale occorre rimboccarsi le maniche e lavorare sodo, anche senza riflettori. Anzi, soprattutto senza riflettori. I selfie e i post su facebook li ho sempre lasciati volentieri ad altri.

Fra tutte le cose realizzate ce n’è una o più di una che la inorgoglisce più delle altre?

Sicuramente quello di aver dotato la nostra città di un piano sociale di zona fortemente innovativo, in cui accanto al c.d. welfare tradizionale (ovvero gli interventi sociali strutturati e collaudati come, ad esempio, l’assistenza domiciliare e socio-sanitaria), sono stati inseriti progetti di forte innovazione sociale per i disabili, gli anziani e le fasce fragili. Altro risultato importante è l’aver portato alla città di Taranto, in circa due anni, fondi per circa 43 milioni di euro tra piano sociale di zona, piano di contrasto alla povertà e bandi vinti.

C’è qualcosa che avrebbe voluto e non ha potuto portato a termine nel suo importante lavoro ai servizi sociali?

Il settore del welfare è estremamente vasto e delicato. C’è sempre da lavorare. Quando ho lasciato l’assessorato ero impegnata nei lavori finali riguardanti la Biennale della Prossimità, grande evento di tre giorni del terzo settore che ho portato a Taranto e  che poi si è tenuto dopo circa un mese. E’ stato un intenso lavoro di un anno e di fitte collaborazioni sul territorio. L’ho seguito da semplice cittadina, con il cuore colmo di gioia per aver contributo a creare un evento così importante. C’erano ancora settori da implementare su cui stavo lavorando, come gli empori solidali, la casa per i padri separati e tanto altro ancora. Il sociale mi ha preso il cuore, tant’è che non l’ho più abbandonato e fa tutt’ora parte della mia vita.

Il suo rapporto col sindaco Melucci si è interrotto improvvisamente, proprio nel suo momento migliore, quando in città, visti i risultati ottenuti, si prospettava una sua nomina a vice sindaco. Di questo però Lei non ne ha mai parlato pubblicamente. Cosa è successo?

 Ho esternato la mia posizione, all’indomani dell’azzeramento di giunta del 2019, con una conferenza stampa pubblica in cui ho preso le distanze dalla amministrazione. C’erano altri asset politici che si stavano delineando, come di fatto si sono poi verificati, con innesti nell’esecutivo di esponenti anche di opposte forze politiche rispetto alla maggioranza. Per me la chiarezza nei rapporti umani viene ancor prima della chiarezza nei rapporti politici. La lealtà e la trasparenza sono valori che devono essere concretamente praticati e non semplicemente e genericamente richiamati.

Cosa manca a Taranto per essere una delle grandi città nel meridione?

Ora più che mai Taranto ha bisogno di una guida autorevole, occorre coinvolgere le intere anime che compongono un territorio, affrontare battaglie che affliggono atavicamente la nostra realtà. Taranto ha tutte le potenzialità per essere una grande realtà, ci vuole una guida appassionata e competente. Mi auguro che si possa delineare all’orizzonte in tempi brevi.

Infine la domanda è d’obbligo: di cosa si occupa oggi l’avv. Simona Scarpati, oltre al suo lavoro di avvocato per la quale è molto apprezzata?

Come vi dicevo prima, accanto alla professione forense mi dedico al volontariato. Sono nel direttivo della associazione Autismiamo, una gran bella realtà del nostro territorio che si occupa della difesa dei diritti delle persone con disabilità intellettiva ed in particolare quelle dello spettro autistico. L’associazione, retta dal Presidente Daniele Maggi, collabora con varie istituzioni locali, in modo particolare con le asl e le scuole. Tra gli scopi fondamentali vi è quello di promuovere attività di orientamento al lavoro, stabilendo rapporti di collaborazione con enti pubblici e privati per la promozione di attività educative e socio sanitarie. Al giorno d’oggi, i notevoli progressi ottenuti nel settore delle neuroscienze, della psicopatologia e della analisi del comportamento applicata, hanno contribuito a far sì che le persone con disturbo dello spettro autistico siano maggiormente seguite, consentendo loro anche di poter coltivare talune inclinazioni naturali, con un deciso miglioramento della qualità della vita.

 

 

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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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