Apertamente: Grottaglie e le dinamiche del Potere
“Il potere logora….chi non lo ha” diceva l’uomo più simpatico della storia d’Italia: Giulio Andreotti.
Ognuno di noi nasconde in sé delle frustrazioni che inevitabilmente la vita di tutti i giorni crea con la sua continua mediazione tra quello che siamo, quello che vorremmo essere e quello che le situazioni contingenti ci impongo di essere.
Ecco quindi che quando nasce la possibilità di far parte di una coalizione “vincente”, senza accorgersene, si cede alla visione onirica di sé che si vorrebbe imporre al mondo.
Si assiste finalmente alla possibilità di essere uomini del regime, voce della cultura ufficiale, membri di un esecutivo in cui finalmente essere detentori dell’Imperium, politico ma soprattutto personale, nel senso di essere finalmente padroni di poter imporre per via politica la propria visione di sé al mondo.
Che si tratti di politica nazionale o paesana la differenza è minima perchè le dinamiche sono sempre le stesse, ed è in base a queste dinamiche che ho visto rovinarsi le persone migliori, o meglio, le ho viste rovinate dalla politica.
Eh si badi bene che in questi giochi di potere ed in queste dinamiche psicologiche, programmi elettorali e procedure amministrative sono solo l’ultima delle preoccupazioni, un tassello necessario da sussurrare alla fine di ogni discorso, qualcosa che sotto sotto non interessa neanche agli elettori, perchè annoiati o sfiduciati.
É in questo contesto che gli intellettuali si piegano alla legge della quantità. Si pensi ad esempio alla rivoluzione rossa di Mao, in cui gli intellettuali dichiararono di essere creature destinate ad estinguersi per fondersi nel popolo.
Lì la fusione fu ideologica, qui psicologica.
Detto questo, rilevo che a Grottaglie esiste un gruppetto di persone che malgrado le lusinghe del potere, rimangono ferme sulle proprie posizioni, con convinzione e coraggio.
Mi riferisco a quella corrente interna del Partito Democratico locale che ha fermamente sostenuto la candidatura del Regista Alfredo Traversa e che attualmente la sta difendendo da pressioni di ogni tipo provenienti da una corrente minoritaria interna e sopratutto provenienti dai vertici regionali e nazionali del Partito Democratico stesso.
Pressioni che sono espressione del realismo politico che vuole come obbligata la via più breve per arrivare al Potere.
Abbiamo visto che pezzi del PD locale si sono distaccati dal partito per aderire al Cantiere del Sindaco uscente D’Alò, e tronfi di questa scelta stanno scagliando contro la segreteria del PD locale Ministri, Onorevoli e Presidenti di Regione, già di per sé ammanicati al Sindaco uscente grazie al tacito accordo di non interferenza su tematiche importati quali il trasporto aereo e la sanità, ma loro, quelli del PD locale tengono duro e già per questo meritano la mia stima.
L’unica pecca del ragionamento è che per essere veramente duri e puri dovrebbero fare una dichiarazione pubblica con relativo impegno politico, chiarendo quale sarà la loro posizione nel caso in cui al ballottaggio dovesse andare il Sindaco D’Alò contro le forze della attuale opposizione politica.
Lo dico perchè Ciro Lenti, Presidente del Comitato Comparti C e creatore del relativo movimento politico, ex sostenitore deluso del PD, nonché amico del candidato Sindaco Traversa, potrebbe anche decidere di indirizzare i voti del carrozzone popolare da lui creato, proprio in favore dell’amico Traversa, con la conseguenza di trovarsi nella assurda situazione di dare sostegno politico indiretto proprio al Sindaco D’Alò che tanto male ha fatto ai proprietari dei Comparti C.
Quindi una dichiarazione politica irrevocabile sarebbe necessaria, perchè se è vero che gli uomini e le donne del PD locale stanno dimostrando grande fermezza e grande onestà politica, è anche vero che gli elettori prima di scegliere, hanno il diritto di sapere alla fine dei giochi dove andrà a finire il loro voto.
Sull’altro fronte pendiamo atto della prova di forza della candidata Sindaco Maria Santoro che presentato ben nove liste di collocamento, gente che si è trovata a passare lì per caso e ha apposto la propria firma ammaliata dal sorriso candido e dagli occhi lucidi della candidata, al resto ci hanno pensato le crostate della mamma e le amicizie del papà, vero e propri collante di un agglomerato umano che non smette mai di intimorire gli altri attori della vita politica grottagliese.
Poi ci sono i grandi strateghi del centrodestra che hanno bruciato il nome del proprio candidato sindaco con una tale ingenuità politica da far sorgere in molti il sospetto di un sabotaggio intenzionale, cosa che posso escludere categoricamente conoscendo i diretti interessati.
Rilevo solo che se i lunghi mesi di silenzio stampa e strategia politica dovevano concludersi con una simile eiaculazione precoce, tanta sarebbe valso tenere fede alla linea politica inaugurata all’inizio del 2020 e volta a creare una azione politica fattiva al fianco dei cittadini ed impegnata nella risoluzione delle problematiche del territorio.
Ma su questo non è necessario dire oltre: la politica ha logiche che noi comuni mortali non possiamo capire e segue traiettorie a zigzag e spirale, laddove la gente normale riterrebbe più opportuno e congruo seguire traiettorie limpide, dirette e lineari.
Certo è che dopo il primo colpo partito per errore, bene sarebbe stato aprire il fuoco al massimo della potenza, invece di fare una patetica marcia indietro.
A loro discolpa dobbiamo però dire che il tavolo di trattativa con i Santoro è sempre stato un grande bluff.
I Santoro conoscono sin dal lontano 1990 il nome del candidato Sindaco di ogni tornata elettorale e quel candidato si chiama Santoro, senza se e senza ma, quindi va bene la logica dell’accerchiamento tentata dagli altri partiti, ma bene avrebbero fatto a mio avviso, a fare come ha fatto il Partito Democratico: avviare delle consultazioni e se non si raggiunge un accordo andare per la propria strada, costruendo in sincerità e linearità il proprio percorso politico.
Arrivati a questo punto, credo che per il centrodestra non rimanga altra cosa da fare se non un attacco alla baionetta, cercando di recuperare quello che di buono è stato costruito negli ultimi anni in termini di presenza sul territorio, chiedendo scusa all’elettorato per questa lunga pausa di riflessione conclusasi con un coito interrotto.
Staremo a vedere, ma il mio invito a tutte le forze politiche in campo è di essere sempre sincere e pure, perchè l’elettorato merita rispetto e risposte semplici e concrete.
Quanto a me, che quelle dinamiche del potere le ho vissute e superate, credo che mi andrò a fare un giro in bicicletta per andare a lavorare, forte di una consapevolezza acquisita dalla esperienza: la vita vera non ha nulla a che fare con la politica e le sue dinamiche. Ciò che è vero si tocca, ciò che è falso si millanta e basta in un gioco di ombre e promesse che si infrange sempre inevitabilmente contro il muro della realtà.
Fosse per me imporrei a tutti i nostri politici una lettura moderata del Corano, laddove si afferma che esistono due guerre sante nella vita: una piccola guerra santa che consiste nella conquista del mondo ed una GRANDE guerra santa che consiste nella conquista di se stessi.
Buona politica a tutti.

