APERTAMENTE di Gioele Magaldi – Sbagliato demonizzare i vaccini

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Anche se il potere post-democratico li usa come strumento di dominio per testare la nostra obbedienza

Il presidente del Movimento Roosevelt critica Nicola Bizzi (editore di Aurora Boreale) per la sua criminalizzazione dei vaccini. E attacca il complottismo: i sacerdoti del mainstream fraudolento “ringraziano” il cospirazionismo, perché le accuse più surreali (le vaccinazioni come “strumento demoniaco, per depopolare il pianeta”) sono l’alibi perfetto per continuare a compiere certe malefatte
«Non ho mai avuto paura del Covid, ero fin dall’inizio favorevole a “lasciar correre” il virus per raggiungere l’immunità di gregge. E ritengo che mediante il Covid siano state commesse nefandezze in danno dei diritti civili, politici e costituzionali, oltre che in danno della salute. Ma non ho nemmeno paura dei vaccini, e non ritengo siano “uno strumento del demonio per annichilire l’umanità”».

Gioele Magaldi, presidente del Movimento Roosevelt, stigmatizza «le esternazioni di tesi tanto roboanti quanto indimostrabili, a volte anche surreali», da parte dei cosiddetti “complottisti”, che diventano «l’alibi perfetto, per i “sacerdoti” del mainstream fraudolendo, per proseguire indisturbati la loro opera».
Sui vaccini, secondo Magaldi, occorre armarsi di senso critico e scientifico: «I vaccini attuali non sappiamo se produrranno mutazioni genetiche funeste. Coloro che li hanno concepiti dicono di no. Manca l’ultimo test, quello sugli umani: lo stiamo facendo noi. Ma questo non ha impedito, in passato, di vedere l’efficacia dei vaccini senza procurare chissà quale danno». Per Magaldi, «non si può obbligare la gente a vaccinarsi, ma non si può nemmeno demonizzare la vaccinazione anti-Covid». Insiste, il presidente “rooseveltiano”: «Usate il cervello: le élite non hanno certo bisogno dei vaccini per “sterilizzare la popolazione” o “depopolare il pianeta”».
«Semmai – aggiunge Magaldi – certe élite hanno bisogno dei vaccini (così come di tutte le restrizioni imposte) come atto di sottomissione e conformismo: servono a testare la nostra obbedienza», anche perché «l’attuale potere post-democratico non tratta lealmente i cittadini: li tratta da sudditi e da bambinoni». Il che non significa, però, volerli “sterminare”, come ripete «con fede cieca e asinina» chi sostiene che Bill Gates sia una specie di demone. «E poi: quelli che vogliono la decrescita mondiale si sarebbero svegliati solo adesso? Dov’erano, nei decenni in cui crescevamo fino a diventare oltre 7 miliardi? Seriamente: non c’è una cupola mondiale, ma una guerra tra élite. È ora di uscire dal “sonno complottistico”, se si vuole davvero aiutare chi si batte per affermare la democrazia».
Quanto al profilo sanitario del problema Covid e alla campagna vaccinale in corso, Gioele Magaldi conclude: «Forse ha ragione chi non si vaccina, perché non si fida delle conseguenze imponderabili di questi vaccini. O forse invece ha ragione chi si vaccina, confidando nel fatto che non ci saranno grandi effetti collaterali. Quello che conta, però – sottolinea il presidente del Movimento Roosevelt – è che si punti finalmente sulle cure, oltre che sui vaccini. Se il vaccino può servire a prevenire, ben venga: lo si può coniugare con le terapie. E la stessa immunità di gregge è possibile conseguirla anche col vaccino».
Magaldi poi contesta Nicola Bizzi, editore di Aurora Boreale, per le posizioni assunte di recente nella trasmissione “L’Orizzonte degli Eventi“, sul canale YouTube di “Border Nights“, in cui è stata mostrata una foto di Klaus Schwab, patron del Forum di Davos, rappresentato su una spiaggia in abiti femminili, quasi che la sua ipotetica identità omosessuale fosse la prova, di per sé, del carattere nefasto dei leader del Forum Economico Mondiale. «Intanto, Schwab non è così pazzo da lasciar circolare foto simili, e lo stesso Bizzi non può non saperlo: quell’immagine puzza di fotomontaggio. E comunque: non mi interessa se Schawb di veste da donna, mi interessa il suo pensiero sul Grande Reset».
Magaldi punta il dito contro «apriorismi, fobie e inaccettabili discriminazioni» che vede emergere dal mondo “complottista”, «dominato dalla presunzione dogmatica di “sacerdoti” che, oggi come ieri, hanno la pretesa di dare alle masse la verità assoluta». Secondo Magaldi, «la narrazione complottistica è fatta apposta per vendere un po’ di roba a una fetta minoritaria di persone, rinunciando quindi a interloquire col mainstream. In pratica, ci si rivolge solo ai “credenti”: ma è da mentecatti, pretendere che la propria attitudine “asinina” sia la migliore del mondo, e debba essere legge».

Dice ancora Magaldi: «Il giorno che racconterò che cosa hanno da dire, le superlogge, sulla presenza di vita supeterrestre o extraterrestre, parlerò di documenti che ho potuto compulsare e di quello che personalmente ho saputo e so, ma dovrò esporlo in termini corretti, precisi e razionali».


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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