Il Buongiorno di Pina Colitta. La casa: archetipo e simbolo di vita

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Il mio buongiorno con il bisogno di “casa”.

Che cosa è una casa? Il filosofo francese Gaston Bachelard definisce la casa come uno spazio che racchiude e comprime il tempo attraverso la memoria e l’immaginazione. Direi spazio ancestrale, una dimora, contenitore dei valori di intimità, custoditi nel nostro mondo interiore. Non può essere
diversamente se le società primitive per lungo tempo hanno attribuito all’abitazione e al cosiddetto “focolare” un valore sacro: e ha indubbiamente un valore sacro, in una sorta di rapporto con il cielo,
per dare a noi uomini l’illusione di sentirsi in una comunicazione diretta tra pietre e stelle. Quale rimedio migliore alle proprie angosce di effimero passaggio nel mondo?

La sacralità di una dimora non solo deriva da ciò, ma dal fatto che in essa vi è una presenza soprannaturale, una forma alternativa di protezione, quella di spiriti ancestrali degli antenati, i Lari, che acquistano ruolo di divinità domestiche di ogni casa e custodi di ogni famiglia.
Che meravigliosa opportunità la casa! Luogo di vita e di crescita, sotto l’influsso positivo dei geni divini, terreno fertile per una gestualità semplice e profonda, quella della famiglia; lei, la casa, è il simbolo del rapporto con la natura e le sue stagioni, della continuità fra le diverse generazioni, dell’accudimento dei bambini, del posto per i grandi vecchi, del rito del lutto, dell’integrazione del diverso, del nostro “essere iniziati” e del nostro “essere sociali”.

 

Nel lungo cammino casuale

ho cambiato dimora più volte:

ho abitato a due passi dal mare

a indovinare le follie dell’orizzonte più remoto

ed in contrade di campagna sotto libero cielo

ma avevo già vissuto in case di città.

 

Qui un’assurda teoria di prospettive

pone in contrasto storia e progresso,

in questo borgo antico,

ed a sera il lampione di piazzetta

sfida il plasma diffuso della luna

contro i tetti spioventi del il case:

e m’abbandono al respiro del domani.
La casa, si sa, è al contempo

soffitta alle memorie salotto agli affetti;

è il luogo dove t’assolvi

dalle colpe del mondo

ed ogni cosa, al passare delle stagioni,

ha valore eterno.

Michele A. Pastore, “La casa”, da Cieli di vetro, ed. AGA, 2015

copertina: Pino Lacava, “La casa”, tav. XXXIX, da Cieli di vetro, ed. AGA, 2015, rielaborazione grafica di Sabrina Del Piano, 2021
 

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