Il Buongiorno di Pina Colitta. Riparto dalla noia

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Un buongiorno in cui confermo la regola del vivere quotidiano, l’unica che consente un minimo di serenità e di essere parte di noi stessi nel “qui ed ora”.

Ci interroghiamo spesso su ciò che abbiamo fatto e ciò che vorremo fare e non sempre su ciò che stiamo facendo !? Strano, vero? Allora tutti gli interrogativi non hanno più senso, ed i forse ed i se diventano “io dico”, ” io faccio”, ” io sono”, eliminando qualsiasi ipotetica possibilità di essere stato, di poter essere.

La noia nel nostro presente esiste in quanto parte di quella parte malinconica della nostra. Ed è naturale che esista! Sarebbe una grossa falla se non ci fosse… Non a caso, il grande Leopardi di lei così pensava:
“In un trattenimento, chi si vuol divertire, propongasi di passare il tempo. Chi vi cerca e vi aspetta il divertimento, non vi trova che noia, e passa quel tempo assai male.”
Lei, la noia, rende possibile ogni momento, seppur banale, come un valore aggiunto alla nostra vita, come un dono comunque anche se non rappresenta quella che si dice essere la “felicità” . La noia, in più, ci fa assaporare ogni novità come una grande conquista. Nella frenesia del nostro esistere, nel “corri corri”, si perdono gli accadimenti della nostra vita e ci sfuggono le piccole cose che sistematicamente passano inosservate. La noia, se accompagnata all’otium, quello dell’uomo saggio e responsabile, è un viatico per comprendersi e comprendere.

“Una certa capacità di sopportare la noia è quindi indispensabile per avere una vita felice, ed è una delle cose che si dovrebbero insegnare ai giovani.”
Bertrand Russell

copertina: “Immobile pensiero”, elaborazione grafica di Sabrina Del Piano, 2011

 

 

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