Per l’Asl a Taranto c’è meno diossina negli alimenti ma le analisi dicono altro

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Luciano Manna di scrive

Il trend della contaminazione degli alimenti da diossine e Pcb appare in lieve ma progressivo miglioramento rispetto agli ultimi anni”. A dichiararlo il 18 febbraio 2021 è stata la Asl di Taranto tramite una nota stampa diramata agli organi di informazione. Non è chiaro il significato di questo concetto o il motivo che muove un organo scientifico a fare dichiarazioni in prosa rispetto a evidenze analitiche ottenute da monitoraggi che la stessa Asl esegue. Si può stare quindi tranquilli perché c’è meno diossina negli alimenti o quella che troviamo sulle nostre tavole rappresenta un serio rischio per la nostra salute? Nel dubbio, di seguito, riportiamo i dati dei monitoraggi fatti dalla stessa asl su uova, foglie di ulivo e cozze.

Foglie di ulivo: due prelievi del 17 settembre 2020, uno relativo al comune di Taranto e il secondo nel comune di Statte fanno misurare per il parametro PCB diossina simili (PCB DL) rispettivamente 0,742 ± 0,119 e 0,986 ± 0,159 ng/kg a fronte di un limite di azione posto per foglie di ulivo considerate come materia prima per mangimi di origine vegetale pari a 0,35 ng/kg. Entrambi i siti di prelievo si trovano a circa 4,5 km dall’area industriale.

Per questi valori oltre i limiti di azione la nota stampa della Asl di Taranto ci tiene a specificare che i limiti di azione sono più bassi dei limiti stabiliti dalla legge (ma pensa un po’, non lo avrei mai detto). Il loro superamento, pertanto, non è una violazione di legge che rende gli alimenti inidonei al consumo per tutela della salute, ma costituisce un “campanello d’allarme” per cui occorre mettere in atto misure adeguate per evitare una presenza eccessiva di sostanze dannose per la salute. Questo è ciò che sostiene la Asl di Taranto in merito ai limiti di azione, più avanti vediamo cosa ne pensano quelli che a Bruxelles scrivono Regolamenti e Direttive e Raccomandazioni.

Uova di gallina: in un prelievo del 28 ottobre 2020 in un sito posto a circa 10 km dall’area industriale vengono trovati i seguenti valori:

3,99 ± 0,64 per il parametro PCB-DL a fronte di un limite di azione pari a 1,75 pg/g di grasso;

2,27 ± 0,38 per il parametro diossine a fronte di un limite di legge pari a 2,5 pg/g di grasso;

6,26 ± 1,02 per il parametro Diossine + PCB-DL a fronte di un limite di azione pari a 1,75 pg/g di grasso e di un limite di legge pari a 5,0 pg/g di grasso;

243,02 ± 54,71 per il parametro PCB non DL a fronte di un limite di legge pari a 40 ng/g di grasso

In merito a questi notevoli superamenti dei limiti di legge nella stessa nota stampa la Asl dichiara che si tratta semplicemente di una contaminazione microambientale e che presso il produttore di uova di gallina i suoi prodotti sono risultati contaminati per errata conduzione dell’allevamento, e non per ragioni ascrivibili all’inquinamento ambientale. E quindi come ci è arrivata diossina e pcb in queste uova? La Asl non lo dice.

Cozze: Il grande assente del comunicato effetto camomilla della Asl di Taranto è proprio la cozza, però siccome diossina e pcb qualcuno le produce, questi inquinanti letali per la salute nelle cozze ci albergano proprio bene e di cozze a Taranto se ne fa un uso, diciamo, abbondante vediamo cosa è successo durante il 2020. Numeri che sono chiari precursori per l’alimento che viene consumato nel 2021 perché nel corso dell’anno precedente si analizza il novellame, appunto la cozza che ci stiamo mangiando in questi mesi. Per dovere di cronaca, e per fare un esatto confronto tra i diversi anni di monitoraggio qui trovate tutti i dati delle analisi effettuate sulle cozze negli anni 2015-2016-2017 mentre qui trovate le analisi relative agli anni 2018 e 2019.

Cosa abbiamo trovato nei dati del 2020? Partiamo dal presupposto che i seguenti valori fanno riferimento ai limiti del Regolamento UE 1259/11 che pone per le diossine Diossine 3,5 pg/gr e Diossine +Pcb dl 6,5 pg/gr.; Pcb non dl 75 ng/gr mentre i limiti di azione delle Diossine + furani a 1,5 pg/gr. e Pcb dl  a 2,5 pg/gr.

A febbraio nel primo seno del Mar Piccolo per il parametro PCB DL troviamo due valori oltre i limiti di azione relativi a novellame di mitili: 3,142 ± 0,505 e 3,103 ± 0,499

Marzo, sempre nel primo seno sul novellame per il parametro PCB DL oltre i limiti di azione 4,245 ± 0,638

Aprile, primo seno, novellame, per parametro PCB DL oltre i limiti di azione 5,679 ± 0,914 e 5,153 ± 0,829 mentre per il parametro diossine+PCB DL un valore oltre il limite di legge 9,710 ± 1,574 ed anche per il parametro PCB non DL 92,45 ± 14,36

Maggio, primo seno, cozze adulte, oltre i limiti di azione per il parametro diossine 2,482 ± 0,414 e per il parametro PCB DL 5,187 ± 0,834 e 4,115 ± 0,662; per sommatoria diossine PCB DL due valori oltre i limiti di legge: 8,985 ± 1,458 e 13,333 ± 2,161 ; e un altro fuori limite di legge per il parametro PCB nonDL  154,29 ± 23,62

Giugno, due valori oltre i limiti di legge nelle cozze adulte del primo seno per il parametro diossine+PCB DL: 10,673 ± 1,726 e 9,452 ± 1,531

Luglio, un oltre limite di azione per cozze adulte nel Mar grande 3,334 ± 0,538 per il parametro PCB DL; tre valori oltre limiti di legge per cozze adulte nel primo seno per il parametro diossine+PCB DL: 11,851 ± 1,916 e 15,972 ± 2,584 e per il parametro PCB nonDL 105,99 ± 15,61

Agosto, sempre nelle cozze adulte ben quattro oltre i limiti di azione per il parametro PCB DL: 4,859 ± 0,782, 3,923 ± 0,631, 4,237 ± 0,682, 3,374 ± 0,543 e tre oltre i limiti di legge per il parametro diossine+PCB DL: 13,314 ± 2,151, 11,842 ± 1,914, 12,053 ± 1,946

Settembre, cozze adulte, due oltre i limiti di azione in Mar Grande ed uno nel primo seno per il parametro PCB DL, rispettivamente: 5,890 ± 0,947, 4,014 ± 0,646, 4,399 ± 0,708; due valori oltre i limiti di legge per il novellame nel primo seno per il parametro diossine+PCB DL: 15,345 ± 2,486 e 13,854 ± 2,243 e nello stesso luogo due analisi con valori oltre i limiti di legge per il parametro PCB nonDL: 128,49 ± 19,72 e 106,20 ± 17,26

Ottobre: tre valori oltre i limiti di azione per novellame nel primo seno: 3,467 ± 0,558, 3,808 ± 0,613, 5,095 ± 0,820; un valore oltre il limite di azione per le ostriche: 3,772 ± 0,607. Questo valore trovato su una Crassostrea gigas, prodotto asiatico importato, deve far comprendere bene la capacità di assorbire questi inquinanti anche per molluschi che rimangono nelle nostre acque per poco tempo.

Novembre: primo seno, novellame, per parametro diossine+PCB DL 9,347± 1,521 e 9,111± 1,482 e sulle stesse analisi per il parametro PCB nonDL 99,80± 14,67 e 108,51± 15,94

A fronte, quindi, di questi valori riscontrati nel corso della campagna di monitoraggio del 2020 per quale motivo la Asl di Taranto a febbraio 2021 si è preoccupaya di annunciare al mondo che “il trend della contaminazione degli alimenti da diossine e Pcb appare in lieve ma progressivo miglioramento rispetto agli ultimi anni“? Si rendono conto alla Asl di Taranto che questi alimenti arrivano sulle tavole dei tarantini e oltre, in altre province e regioni d’Italia? Ci si rende conto che questi valori superano di molto i limiti di legge e questi inquinanti provocano gravi patologie sino a provocare la morte?

Che senso ha, poi, sminuire il concetto di limite di azione? Ma alla Asl di Taranto qualcuno ha mai letto la RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 3 dicembre 2013 sulla riduzione della presenza di diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti? Al punto 4 della Raccomandazione si spiega chiaramente il concetto di limite di azione che è ben lungi dall’edulcorato concetto passato nella nota stampa della Asl di Taranto come “campanello d’allarme”. La Raccomandazione dice: “I livelli d’azione sono uno strumento ad uso delle autorità competenti e degli operatori per evidenziare i casi in cui è opportuno individuare una fonte di contaminazione e prendere provvedimenti per la sua riduzione o eliminazione“. E poi, non ci provate, non provate a dire la solita banale frase che ci ha messo nei guai in tutti questi anni. I limiti posti negli specchi d’acqua circa gli allevamenti delle cozze, in particolare nel primo seno, non hanno nessun effetto sulla filera dei mitili che viene abbondantemente rifornita da mitili adulti del primo seno contaminati. Possiamo documentarvi ogni giorno sino ad oggi ciò che accade nel primo seno dopo il 28 febbraio. Evitate frasi già abbondantemente smentite e smontate nel corso di questi anni e che anni fa erano il falso matra su tv locali e stampa.

Capito quindi? In virtù della succitata Raccomandazione come ci si è adoperati, di concerto anche con altri organi competenti, per individuare la fonte al fine di prendere provvedimenti per la riduzione o eliminazione delle diossine e PCB negli alimenti? Naturalmente la domanda è retorica e questo articolo serve solo a rendervi partecipi del fatto che la tutela della salute a Taranto, città europea vi ricordo, non passa dalla fulgida azione dell’organo competente ma dall’azione del cittadino che oramai ha compreso bene come salvarsi la pelle. Ambiente svenduto docet. Ed ancora, oggi 7 giugno non è presente sul sito della Asl di Taranto nessun report relativo al monitoraggio svolto nei mesi del 2021 per quanto riguarda i mitili. Come siamo messi nel 2021? Pronto un altro comunicato stampa rassicurante o dobbiamo procedere con la solita trafila per mezzo di accesso civico cono pec? Evitiamo, rispettate la legge e siate trasparenti.

Sono passati dieci anni e negli alimenti troviamo ogni anno diossine ben oltre i limiti di legge ed anche nel 2020, come tutti gli anni, abbiamo la conferma di una situazione drammatica che ci conferma la contaminazione della catena alimentare. La risoluzione qual è? E’ stata individuata la fonte? Come è stata eliminata la contaminazione? Certo, a questri quesiti non deve rispondere solo la Asl ma la stessa Asl deve solo limitarsi a dire che negli alimenti la diossina sta diminuendo salvo poi constatare con dati alla mano che nonn è vero? Tutto qui? Di chi è la responsabilità delle patologie connesse all’assunzione di queste sostanze cancerogene veicolate sulle tavole per mezzo degli alimenti? E poi, come è possibile che diossina e pcb si trovino in quantità eccessive negli alimenti allevati in mare mentre in quelli allevati nei terreni va tutto bene? A questa domanda qualcuno dovrebbe rispondere. La diossina non è intelligente e non sceglie il mare per una questione di preferenza o perché è vacanziera. La diossina e il pcb si distribuiscono ovunque, per chilometri, senza distinzione di matrice ambientale e di certo non saranno i comunicati stampa con l’incipit del “va tutto bene” o del “per ora va meglio” a darci risposte scientifiche, serie, vere e senza filtri.

Pe completezza di informazione si precisa che la nota stampa della Asl di Taranto, diramata a febbraio, evita di toccare l’argomento mitili che sono pur sempre un alimento. Separa le documentazioni anche on line (dopo averle chieste più volte a mezzo accesso civico quando dovrebbero essere pubblicate a cadenza periodica senza nessun sollecito da parte dei cittadini. In questo link (https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/piano-monitoraggio-dati-diossine-e-pcb-in-alimenti-e-mangimi) si trova il documento “Piano Straordinario Diossine e PCB anno 2020 alimenti e mangimi ASL TA“. Si trovano due documenti, l’uno è la copia dell’altro solo che nel primo da sopra ci sono aggiornamento. Ciò comporta una notevole confusione nella lettura dei dati, come dire, il medioevo dell’opendata. Mentre in questo link si trovano gli aggiornamenti al 2020 del monitoraggio diossine e PCB effettuate sui mitili (https://www.sanita.puglia.it/web/asl-taranto/piano-monitoraggio-dati-diossine-e-mitili)

Ps. Il foraggio nella foto di copertina  è stato controllato? E’ a pochi metri dal camino E312 della nota fabbrica ex Ilva, era lì almeno sino al 16 maggio 2021.

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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