Il Buongiorno di Pina Colitta. L’affaccio del cuore

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Il buongiorno con un buon proposito, sentirsi naturalmente natura!

Ed ora il consueto interrogativo retorico: quando si cammina o si fa un’escursione in un ambiente naturale come una foresta, un parco, al mare, al lago o persino quando si ammira un paesaggio, non si è
semplicemente impegnati in un chiaro esercizio fisico e psichico? Se la risposta è ovviamente affermativa, lo è altresì la riflessione, non certamente banale: camminare immersi nella natura, ammaliati da uno stupefacente paesaggio, anche solo guardando da una finestra, determina un grande vantaggio.

Perché? Semplicemente perché ci si sente “naturalmente sollevati dal peso delle fatiche quotidiane. Nessuno si sente mai peggio dopo aver camminato nella natura! Nessuno non riesce a provare una forte
emozione di fronte al miracolo che accade in noi guardando un paesaggio naturale!

Non sono certamente io a dover dare lezione di buona salute, ma so per certo che l’esposizione allo spazio verde, che può includere paesaggi non sviluppati e parchi urbani, è certamente salutare e necessario. E se di muoverci non ci va proprio, per chi può solo ammirare un paesaggio verde dalla propria finestra, si farebbe un dono speciale… C’è sempre una finestra dinanzi ad ognuno di noi!

La finestra

V’è come una finestra innanzi a me

che si spalanca e lascia entrare la luce

e con la luce immagini reali.

È sempre la medesima finestra

ma ciò che cambia fuori

è il paesaggio, sono i colori,

i personaggi, l’aria i momentanei odori…

M’affaccio spesso silenzioso e serio

a volte un poco, a volte qualche tempo

ma, se per caso, il dubbio mi distoglie

 col solito quesito tendenzioso

se i suoi battenti girino sicuri

sui cardini permessi delle norme

e omologati secondo la ragione…

 Poiché, più volte, s’aprono a fatica

ma sempre sopra un mondo fantasioso,

finisco con restarmene convinto

che più che della vista della mente

si tratta della affaccio del mio cuore.

Michele A. Pastore, La finestra, da Cieli di Vetro, ed. AGA, 2015, pag. 31

copertina: foto di Pina Colitta, “Portogallo”
 

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