FAVOLANDO di Pierpaolo Piangiolino: il calabrone e la formica

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Un calabrone era solito percorrere ogni giorno una strada per raggiungere il fiume.

Lungo quel tragitto si poggiava sempre su una primula rossa per cibarsi del nettare prima di andare a bere.

Un giorno nel percorrere quella strada trovo’ su quella pianta una formica intenta cibarsi al posto suo del nettare.

Poichè considerava quel fiore di sua proprietà scaccio’ via la formica facendola cadere giù dallo Stelo e andò via.

Il giorno dopo però la situazione si ripresento uguale.

Allora il calabrone decise di pungere la formica per ucciderla, ma prima che ciò avvenisse la formica lo fermò: “Non uccidermi, ascolta  – disse la formica – Se ci pensi c’è cibo per entrambi su questo fiore e poi io potrei aiutarti contro i tuoi nemici, avvisandoti dei pericoli”.

“In cosa puoi aiutarmi se sei così piccolo e inutile  – disse il calabrone –  Tu mi rubi soltanto il cibo..” Allora colpì la formica e la fece scappare via per sempre.

Nei giorni successivi il calabrone torno su quel fiore, come sempre, prima di andare al fiume, finché una mattina non si accorse che un ragno aveva posato la sua tela, dopo averlo osservato per diversi giorni appoggiarsi nello stesso punto. Così Il Calabrone rimase impigliato e finì la sua vita divorato da un Ragno.

La vita ci insegna che ognuno di noi ha bisogno dell’altro per sopravvivere perchè non esiste, invero, il più forte nella vita, in quanto ci sarà sempre qualcuno o qualcosa in grado di superarlo.

Per questo bisogna sempre essere umili, benevoli e amichevoli con tutti.

La vera grandezza è nella capacità di discernere le cose con equilibrio e saggezza.

 

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Pierpaolo Piangiolino

Avvocato e grafologo giudiziario iscritto all'albo dei CTU e periti del Tribunale di Taranto. Calligrafo e Tecnico di Biologia Marina specializzato presso l’Università di Bari. Romanziere, vignettista e cruciverbista

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