Il Buongiorno di Pina Colitta. La radice del bene

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Il mio buongiorno del “bene”.

Questa parola è quasi magica se accompagnata a tanti verbi o sostantivi che, soprattutto nella loro radice latina, possono indicare sicuramente un’azione positiva, un’azione “benefica”: bene-dizione, bene-fattore, bene-ficio, bene-inteso, bene-merito, bene-placito e tanti altri. Non pensate ad una dissertazione a fondo perduto, bensì ad un brevissimo incipit per
dire del bene dato e ricevuto.

Se vogliamo bene a qualcuno, solitamente abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali.

Ogni essere umano è un universo a sé stante. Come ci sguazziamo in questa affermazione “non siamo tutti uguali” . Un modo quasi di uscire alla chetichella quando qualcosa ci imbarazza… Eppure non esiste alcun dubbio sul significato delle parole sopra citate!!! Dove sta la diversità?

Semplicemente nel fatto che amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il percorso di vita è diverso… L’amore dovrebbe essere un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza. E allora perché spesso lo è?

” Il sentimento deve tracciarsi un cerchio più limitato
dell’intelligenza. Possiamo amare in blocco il genere umano, ma non
dobbiamo effettivamente simpatizzare che con le individualità o i
gruppi che si collegano un poco alla nostra esistenza. Si può volere
il bene per tutti, ma non si vuol bene che a qualcuno. […] Coloro di
cui ignoro il nome, il volto e l’esistenza non hanno su di me gli
stessi diritti di mio fratello, mia sorella, il mio benefattore o il
mio allievo.”
Henri-Frédéric Amiel, Diario intimo, 1839/81 (postumo, 1976/94)

copertina: “Arcobaleno a sud”, virtual landscape, Sabrina Del Piano, 2008
 

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