APERTAMENTE di Saverio Fanigliulo – Ecco la scuola del passato…

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Ogni tanto penso a quegli anni vissuti da ragazzo nella scuola media, ricordo che nella mia classe eravamo tutti maschi, provenienti per la maggior parte da famiglie contadine e artigiane, molto modeste culturalmente ed economicamente. Ricordo i miei insegnanti di allora poco intenti a sollecitare e incentivare la qualità dei nostri apprendimenti. Forse pensavano che tanto non avremmo continuato gli studi, ma saremmo andati ad aiutare i nostri genitori nel lavoro dei campi. Viceversa alcuni insegnanti erano ben disposti nei confronti degli alunni provenienti da famiglie ricche e borghesi, loro sì che avevano capacità, attitudini, potenzialità per fare gli ingegneri, i medici, i letterati… Nella mia famiglia il mio papà era così fiero di farmi continuare gli studi , pur lasciando indietro scolasticamente gli altri miei fratelli. Lo ricordo ancora quando veniva agli incontri con gli insegnanti con il vestito nuovo, il cappello che toglieva in segno di un rispetto profondo nei loro confronti. Mi dispiace dover dire che quel devoto rispetto nei confronti della scuola pubblica da parte delle persone più umili, ben educate, molto spesso non era contraccambiato, in ispecie da coloro che si ritenevano chissà chi, che si ornavano di una cultura piccolo borghese superficiale ed elementare. Il mio papà era stato un ex combattente ed era stato prigioniero in Germania in campi di lavoro, patendo la fame e le violenze dei soldati tedeschi, aveva una cultura scolastica modesta, ma sapeva scrivere e ben calcolare, ed era un maestro eccellente nell’esecuzione delle tecniche agronomiche fondamentali. Oltre a coltivare le piante di vite, coltivava felice la speranza di un futuro degno di essere vissuto, senza più guerre, senza più soprusi e prevaricazioni, insieme ai suoi cari, in un rapporto profondo di amore, di onestà e di legalità, nel rispetto di tutti, dopo aver sperimentato sulla propria pelle il gelo e la crudeltà dei nazifascisti, la discriminazione e le percosse, la fame, la povertà, l’orrore, la nudità , come un albero spoglio, senza più primavere.

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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