Storie di ordinaria follia sanitaria grottagliese.

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Questa è la storia di Antonio e Maria, due nomi di fantasia per indicare due vite reali che nella giornata di oggi 15 luglio 2021 si sono incrociate più volte nelle varie strutture sanitarie del nostro territorio.

Antonio è un uomo di 71 anni che alle ore 10:30 aveva una visita pneumologica presso il Presidio San Marco di Grottaglie. Durante la visita il medico lo trova in scompenso cardiaco e gli dice di andare immediatamente al pronto soccorso.

Antonio va al pronto soccorso presente nel Presidio e lì gli dicono che non sono un pronto soccorso ma solo un presidio di primo intervento, tra le cui competenze non rientra quella della cura cardiologica per scompenso cardiaco.

Antonio deve andare per forza al pronto soccorso del Santissima Annunziata di Taranto.

Antonio però non è scemo, sa perfettamente che il SS Annunziata è un girone infernale dove una volta entrato non si sa più se si avrà la fortuna di uscire e così ritiene più saggio recarsi presso il pronto soccorso dell’Ospedale di Francavilla Fontana, dove però gli rispondono che il pronto soccorso è pieno e pertanto dovrà recarsi presso il distretto sanitario di appartenenza, ossia nella provincia di Taranto, il cui pronto soccorso più vicino è quello dell’ospedale di Manduria.

Arrivato a Manduria dicono ad Antonio che non possono essergli di aiuto perchè lì il cardiologo non c’è.

A questo punto lo scompenso cardiaco di Antonio sta peggiorando. Sono passate due ore da quando gli hanno annunciato il suo stato di pericolo e non è riuscito ancora ad accedere alle cure urgenti di cui avrebbe bisogno.

Antonio sta male e non lo dice certo per scherzare.

Antonio torna al pronto soccorso dell’Ospedale di Francavilla Fontana e supplica il personale paramedico di accettarlo. Gli dicono di aspettare e dopo tre ore di attesa, in totale cinque ore dopo che il medico pneumologo gli aveva annunciato in mattinata che aveva in corso uno scompenso cardiaco, finalmente gli praticano una dose di eparina per stabilizzare le sue condizioni.

Dopo questo piccolo miracolo dell’universo, Antonio viene rispedito in sala d’attesa e solo dopo altre tre ore di fila riuscirà ad accedere alle cure di un cardiologo, ossia otto ore dopo il primo annuncio dello stato di scompenso.

Allo stato non sappiamo che fine abbia fatto Antonio e come stia perchè la voce narrante di questa storia si è allontanata dall’Ospedale di Francavilla Fontana alle 18:30 quando Antonio non era ancora tornato dalla visita cardiologica.

Maria invece è una donna di 72 anni che cadendo in casa si è fratturata il polso sinistro.

Accede al punto di primo intervento del presidio San Marco alle ore 8:30, le praticano una radiografia refertata da un radiologo e dopo averle confermato la frattura, le dicono di andare al pronto soccorso dell’Ospedale Santissima Annunziata di Taranto per praticare l’ingessatura dell’arto, dato che a Grottaglie non hanno la strumentazione per una simile attività.

Anche Maria non è scema ed invece di andare a Taranto va al pronto soccorso di Francavilla Fontana dove arriva alle ore 11:30. Alle ore 13:30 le viene praticato il gesso con tiraggio dell’osso, alle ore 15:30 viene sottoposta ad una nuova radiografia per verificare l’esito del tiraggio ed alle ore 17:30 le viene consegnato il referto del radiologo.

Grazie a Dio tutto è andato bene e con solo un’ora di attesa riesce ad avere il foglio di dimissione chiudendo la sua odissea sanitaria alle ore 18:30, ossia dieci ore dopo il suo inizio.

Preciso che in tutto questo il personale medico e paramedico è stato gentile e professionale sia nei confronti di Antonio che di Maria, ma evidentemente qualcosa non funziona a livello organizzativo e gestionale se entrambi hanno dovuto cambiare più di una struttura per portare a termine un iter sanitario sostanzialmente di routine.

Se mai, dobbiamo dire che è stato Antonio ad essere più fortunato tra i due, perche malgrado il suo lungo peregrinare tra Grottaglie, Francavilla, Manduria e poi di nuovo Francavilla Fontana, almeno potrà raccontare ai suoi familiari questa sua strana ed assurda giornata che con buona probabilità statistica avrebbe anche potuto concludersi con un infarto fulminante tra un tragitto e l’altro.

Questo lo stato della sanità nel nostro territorio. Forse i cittadini di Bari non ci crederanno ma questa è uan storia vera, la storia di due persone che nella provincia di Taranto hanno avuto necessità di ricorrere alle cure mediche ospedaliere della sanità pubblica.

Una storia quotidiana qui da noi, una storia di ordinaria follia sanitaria grottagliese.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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