Il Buongiorno di Pina Colitta. L’amico di una vita

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Il mio buongiorno con l’amicizia che impera nelle varie fasi della vita…

L’infanzia, è uno dei momenti più belli e forse più innocenti della nostra esistenza. Le relazioni amicali non sono altro che relazioni “di gioco”, del giusto o sbagliato; si considera amico colui con il quale si stabilisce una relazione di gioco e solo in quel momento diviene amico. In ogni caso nell’infanzia l’amicizia è vera, perché il pensiero, il dubbio e la mente devono ancora svilupparsi del tutto.

Un bambino è davvero quel che appare, perché non dispone di nessun sotterfugio razionale. Ancora non è capace di tradire un amico e forse proprio per questo la sua è un’amicizia sincera, onesta e, al contempo, diretta.
E’ nell’adolescenza che qualcosa cambia, sì, l’adolescenza, la vera e propria palestra dell’amicizia. Questa è l’età in cui subentrano il pensiero, la razionalità, i primi amori: l’amicizia deve lottare per esistere tra perdono e tradimento, sempre lì in agguato a metterla a repentaglio. Il periodo dell’adolescenza è fondamentale per l’amicizia, poiché rappresenta la base o il prototipo di tutte quelle relazioni amicali adulte. E’ in adolescenza che prendono avvio quelle relazioni d’amicizia storiche, destinate a durare per tutto il resto della nostra vita. Sto parlando dei nostri migliori amici, quelli di sempre, quelli con cui ti sentirai sempre “a casa”.
Nel caos fisico e psicologico dell’adolescenza gli amici rappresentano una componente basilare per attuare un positivo processo di costruzione dell’identità. Chi in questa fase della vita di un individuo
rappresenta il viatico della resilienza e antifragilità? Gli amici ovviamente che, in un certo senso, diventano la seconda famiglia vicini, a volte, fino alla vecchiaia.

“I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

Jacques Prévert

 

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