Come diventare liberi sempre

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L’Amministrazione comunale di Carosino ha collaborato con l’Associazione “Donne in Fermento” per una serata all’insegna dell’educazione di genere e non solo.

L’evento, tenutosi lo scorso 23 luglio, nell’atrio del Castello D’Ayala Valva, ha accolto una iniziativa che ha visto intrecciarsi in maniera sinergica le istituzioni con i rappresentanti delle associazioni e i docenti, affrontando il tema. dell’educazione alla parità di genere, quale itinerario necessario per sconfiggere quella atavica mentalità relativa ad una presunta superiorità maschile che è ancora persistente in molte realtà sociali contemporanee.

Un argomento impegnativo, su cui non ci si poteva non soffermare a riflettere, ed un parterre ricco di operatori del settore, a partire dalla Presidente della Commissione e Consulta delle Pari Opportunità della Provincia di Taranto, dott.ssa Sabrina Pontrelli, la quale ha illustrato le attività degli organi di parità in questo momento di ristrettezze dovute alla pandemia da Coronavirus.

L’evento, quale significante momento di valutazione delle più importanti strategie da porre in essere da parte delle istituzioni, ha potuto pregiarsi anche della presenza della dott.ssa Sabina Sabatini, Psicologa dei CAV “Alzaia e Sud Est Donne- Rompiamo il Silenzio”, intervenuta anche a nome della dott.ssa Angela Lacitignola, oltre a Francesca Franzoso, la quale ha raccontato la sua battaglia in seno al Consiglio Regionale per le donne colpite dal Cancro.

Elena Manigrasso, componente fondamentale dell’Associazione “Donne in Fermento”, ha poi dialogato con la Dirigente Scolastica, Alessandra Sirsi e la docente Manuela Monda, illustrando alla platea come sia importante il ruolo della scuola nella fase di crescita dei ragazzi, soprattutto in riferimento all’educazione di genere.

Secondo la Consigliera alle Politiche Giovanili, anche componente della Consulta per le P.O. della Provincia, Roberta Frascella ( la prima nella foto di copertina ndr): “La violenza di genere e l’educazione alla parità sono un’opera di intreccio di responsabilità delle più importanti agenzie di socializzazione della vita di un uomo e di una donna: la famiglia, la scuola e le istituzioni, quindi, hanno l’obbligo di collaborare affinché si possano drasticamente ridurre i numeri della violenza ed il disagio che le fasce più deboli sono ancora costrette a subire”.

Il Primo Cittadino, Onofrio Di Cillo, schierandosi dalla parte donne, si è detto meravigliato per i numeri di violenza ancora in ascesa: “Il periodo di chiusura legato all’emergenza sanitaria non ha certamente aiutato in questo senso: ci auguriamo che eventi come questo possano aiutare non solo a riflettere, ma a nche ad educarci al rispetto delle diversità e delle minoranze, di modo che il nostro ruolo in tal senso diventi – nel tempo – assolutamente marginale”.
 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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