APERTAMENTE di Giuseppe Santese* Come ti diffamo una Nazione a costo zero, guadagnandoci

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Mistificazioni e verità sul Regno Unito

È recente l’ennesima notizia mistificatrice della realtà rimbalzata su tutti i giornali riguardante il Regno Unito, il paese con il più alto tasso di vaccinazione in Europa e primo a sperimentare una sorta di normalità ormai quasi dimenticata.

Titoli allarmistici sulla mancanza di carburante, foto di scaffali vuoti, immagini da carestia, cavallette ed altre piaghe d’Egitto/Bruxelles.

Cosa sta succedendo in realtà?
Posso assicurare che non stiamo morendo di fame e che non siamo costretti a nutrirci di bacche e radici, che chi guida riesce a fare benzina (incredibile, vero?) e che nei supermercati si trova di tutto e di più!
Alcune aree del Paese sono state colpite dalla scarsità di autisti trasportatori e non di cibo, rallentando la distribuzione nell’industria della logistica.

Perché è successo questo?
Il motivo è semplice e paradossale: per una volta, il sistema di test, track and trace funziona anche troppo bene.

Il Regno Unito effettua circa un milione di test[1] al giorno, avendo una capacità di due milioni di test giornalieri, un numero esagerato se rapportato ad Italia o Francia che raggiungono la stessa cifra in 7 e 10 giorni.

Ogni dipendente che non lavora da casa ed ogni studente delle scuole superiori ha diritto a 2 test gratuiti la settimana, ordinabili online o tramite il proprio datore di lavoro.
La platea di persone testate è di conseguenza molto ampia, così come il numero di casi rilevati e, nonostante il picco di 50mila casi giornalieri (al momento siamo a 25mila) la vita è scorsa tranquillamente, senza isterismi ed anatemi vari. Fortunatamente non abbiamo trasmissioni tv alla Porta a Porta con 35mila virologi alla Savanarola, che dicono tutto ed il contrario di tutto.
L’app di tracciamento è stata scaricata da un numero di cittadini (me incluso) superiore ai 20 milioni, si stima. Ne consegue che è statisticamente altamente probabile essere pizzicati dalla app che consiglia l’auto isolamento, con tutte le conseguenze del caso.
Io lavoro da casa e gli unici luoghi che normalmente frequento sono il pub, il supermercato ed il mio club di atletica, usando pochissimo il trasporto pubblico.
Con quante persone viene invece a contatto un autista o un dipendente di un supermercato? Più di qualche migliaio al giorno sicuramente, esponendolo non tanto al rischio di contagio, quanto alla probabilità di essere allertato dalla app.
Questo ciò che è successo, in parole povere e senza panico.
È una criticità che il governo avrebbe dovuto certamente prevedere in modo da agire tempestivamente, ma allo stesso tempo le aziende stesse hanno messo in atto piani alternativi, con riduzione di orario lavorativo, chiusura negozi meno produttivi ed assunzioni immediate per evitare lo spreco di risorse in atto.
Dove non arriva il pachiderma pubblico, ci pensa la libertà d’impresa, vivaddio!

La situazione sta già tornando alla normalità perché ai lavoratori viene finalmente concesso di poter effettuare test giornalieri invece di autoisolarsi.

Una situazione così paradossale sarebbe potuta accadere solo in Corea del Sud, paese che ha gestito la pandemia in modo egregio rispetto al Regno Unito ed al resto d’Europa, grazie ad un contact tracing puntuale sin dall’inizio, un modello da seguire per il futuro.
Più test fai, più casi trovi, più gente deve auto isolarsi e le statistiche risultano “gonfiate”.

Vale lo stesso per la scoperta delle varianti: il Regno Unito ha un sistema di sequenza genomica leader nel mondo (alcune cose funzionano, eh) allo stesso livello di quella degli Stati Uniti[2]. Il 23% delle sequenze complessive di Covid-19 sono state analizzate dai laboratori britannici: in parole povere, se si vuole cercare una nuova variante del Covid-19, una volta su quattro la si trova in UK.

Come si può ritenere la situazione generale nel Regno Unito?
Dalle riaperture di Febbraio è sempre stata tranquilla, le quattro nazioni che lo compongono, Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda del Nord viaggiano separatamente in ambito sanitario. L’Inghilterra il 19 luglio ha eliminato la quasi totalità delle rimanenti restrizioni. La mascherina al chiuso è consigliata e non più obbligatoria, così come ogni norma sul distanziamento sociale ma ogni azienda può decidere autonomamente, molte ditte di trasporto pubblico continueranno a richiederla, ad esempio.

Nash Point – Wales

Scozia, Galles ed Irlanda del Nord, avendo governi meno libertari e più socialisti, elimineranno le limitazioni durante il mese di Agosto e, da residente gallese, non vedo l’ora arrivi il 7 Agosto, quando tutte le restrizioni nel settore ristorazione saranno eliminate.

L’aumento dei casi nei giorni scorsi non ha destato nessun fanatismo da lockdown o caccia alle streghe, una comunicazione scientifica chiara, volta ad informare e non a spaventare, ha creato un senso di fiducia nei confronti della scienza, più che nel governo, accettando che il virus è ormai endemico e rigettando l’illusione del rischio zero, che non esiste nella realtà!
Con il virus, grazie al successo della campagna vaccinale, si convive perché, una volta superata l’emergenza, i danni a lungo termine da lockdown diventeranno superiori a quelli da crisi sanitaria. Nel lungo periodo un’economia bloccata, la chiusura delle scuole, il rimandare esami medici e limitare la socialità creeranno più danni del virus in sé.

Valutazione del rischio, costi e benefici.

È il tipico pragmatismo British, intriso di stoicismo d’oltremanica, lo stesso stoicismo che ha fatto loro superare i bombardamenti nazisti (Keep Calm and Carry On) mentre Italia e Germania pensavano di aver già vinto la guerra con la Francia collaboratrice tramite il regime di Vichy. Sarebbe convenuto arrendersi dopo le prime distruzioni delle città? Nel breve periodo sicuramente, ma giammai arrendersi al totalitarismo. Andate ad ascoltarvi il discorso radio di Churchill, da brividi.

“We are not out of the woods yet” è il mantra odierno, rimanere vigili mentre si ritorna lentamente alla normalità.

 

Tutto ciò è mai trasparso dagli articoli dei vari corrispondenti italiani nel Regno Unito?

Credo proprio di no. Si aspetta come avvoltoi il fallimento di questo Paese, godendo delle pene altrui, per ignorare le proprie.
Recentemente ho educatamente battibeccato con il corrispondente de LaRepubblica e, dopo aver snocciolato i miei dati per confutare i suoi titoli senza senso, il suddetto signore mi ha prontamente bloccato, non avendo argomenti per controbattere, se non fare screenshot di prime pagine di giornali come il DailyMail o il TheSun, che è un po’ come se un corrispondente inglese volesse descrivere l’Italia usando gli articoli di Cronaca Vera.
Perché questo è ciò che fanno i famosi corrispondenti, traducono malamente dei titoli allarmistici, senza pubblicare un dato numerico di riferimento, perché incapaci di leggere una tabella di dati e calcolare una percentuale e perché contrari al partito conservatore.
Il corrispondente de LaRepubblica, ad esempio, in 18 mesi non è mai andato al pub a bere una birra. Non ha frequentato nessun luogo di aggregazione, nemmeno all’aperto.
Come si fa a descrivere lo spirito di un popolo, qualsiasi popolo, dal chiuso della propria cameretta?

Solo Giacomo Leopardi ci riusciva e lui decisamente non lo è.

Perché tutto questo astio nei confronti del Regno Unito?
Due le motivazioni, secondo il sottoscritto:

  • Nessuno legge più i giornali che oramai campano di click. Di conseguenza si esagerano o inventano le notizie per poter racimolare qualche introito pubblicitario. Vi ricordate la famosa frase incriminata     “ Abituatevi a perdere i vostri cari ”? Non è mai stata pronunciata, mai. “I must level with you, level with the British people, many more families are going to lose loved ones before their time ”: questa è la frase. “Devo dire la verità a voi, essere onesto con il popolo Britannico, molte famiglie perderanno i propri cari prima del tempo”. Il significato, in considerazione dello spirito stoico di cui ho già parlato, cambia completamente. È un invito a non minimizzare il Covid-19 ed a considerare il lutto come una eventualità, data la situazione. Cosa avrebbe dovuto dire, “Il terzo giorno risorgerete?”. Non so voi, ma io mi sarei sentito preso in giro. Da un politico, anche da chi non apprezzo particolarmente come nel caso di Boris Johnson, non mi aspetto i miracoli, ma la verità più schietta.
  • Il Regno Unito ha una colpa grave, gravissima, soprattutto agli occhi della stampa italiana, che si definisce democratica e di sinistra. Quella liberale e fighetta, per interderci.

Ha osato indire un referendum per abbandonare l’Unione Europea, ha votato per l’uscita dalla UE, ha finalmente attuato la Brexit ed udite, si permette ancora il lusso di esistere senza carenze di cibo e medicine. Che ingrati! Dovevano morire di stenti ed invece, niente. Nel 1531, quando Papa Clemente VII impedí il divorzio tra Enrico VIII e Caterina d’Aragona, il re si proclamò capo della Chiesa d’Inghilterra e “Goodbye Rome”.

Possibile che dalla storia non si impari mai niente? Immaginate quanto se ne freghino dei burocrati a Bruxelles.

Posso comprendere quanto faccia male il solo pensiero che un paese come l’Italia, fondatore dell’Unione Europea sia, non solo costretto a chiedere alla Germania i soldi, ma debba anche farsi controllare i compiti giorno per giorno, ma “così è, se vi pare”.

Cosa ci riserva il futuro, tranne altri articoli allarmistici da parte dei giornali italiani?
Da buon nichilista leggermente cinico, non ho speranze né certezze.

Leggo ed interpreto i dati nudi e crudi, lasciando poco spazio ai sentimenti.

“Voglio ciò che mi spetta, lo voglio perché è mio, m’aspetta.”

I casi sono nuovamente in rapido declino e, con le ospedalizzazioni tenute sotto controllo, a Settembre voglio le scuole aperte come è stato negli ultimi sei mesi, perché penalizzare oltremodo le giovani generazioni è immorale. Voglio il ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile per tutti, lo esigo, altroché.

Voglio non perdere la speranza di ricevere il mio passaporto italiano, che attendo da ben due mesi, voglio che il vaccino fatto in UK venga finalmente riconosciuto anche in Italia come giá succede in Francia, Germania, Spagna ed in altri sedici paesi europei, che bella cosa la burocrazia e l’inefficienza, eh?

Voi ne sapete più di me, sicuramente.
In poche parole voglio poter tornare a casa dalla mia famiglia e dai miei amici da uomo libero senza quarantene, catene e possibilmente senza Speranza, il ministro.

Quasi due anni sono tanti e pesano anche per un cuore di pietra come il mio.

 

Giuseppe Santese
Project Support Officer

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(ndr. * è un nostro concittadino che vive a Cardiff  Galles)

[1]                https://coronavirus.data.gov.uk/

[1]                https://www.gisaid.org/index.php?id=208

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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