Il Buongiorno di Pina Colitta. La casa immaginaria

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Il mio buongiorno con la casa nell’immaginario. E’ noto a tutti che anche la letteratura e il cinema di tutti i tempi raccontano le metafore psichiche suscitate dalla casa. Pensiamo per esempio al grado di suspence che un film giallo riesce a provocare solo attraverso la ripresa di una scala a chiocciola che scende verso il basso o l’inquadratura di una finestra che assume sembianze di occhio aperto che sbircia verso un fuori sconosciuto. Quanta emozione e scariche di adrenalina può provocare una casa! Mi viene in mente il parallelismo fra soffitta e testa, nel romanzo di Michael Ende, dove il bambino Bastiano, dopo aver rubato il volume “La storia infinita” presso la libreria di un antiquario, proprio in un solaio si rifugia a leggere e a farsi catturare dalle avventure di un mondo fantastico in cui può sognare e diventare eroe.

E che dire della bellissima canzone di Sergio Endrigo che, ancora oggi ci incanta con la filastrocca “Era una casa molto carina, senza soffitta, senza cucina. Non si poteva entrarci dentro …ma era bella, bella davvero in Via Dei Matti numero Zero”. Che meraviglia la capacità di immagginare quello che non esiste! Questo significa essere intraprendente e creativo.

“Limmagginazione è più importante della conoscenza.” “ Dopotutto senza un po’ di fantasia , non avremmo le piaramidi, le navicelle spaziali, o la trilogia di Star Wars”

Albert Einstein

ph. Marina Giannotti

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