Padova diventa “urbs picta” riconosciuta dall’Unesco

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PADOVA – Finalmente Padova è stata riconosciuta Urbs picta per i dipinti del Trecento conservati in otto diversi luoghi della città: la Cappella degli Scrovegni, la Chiesa degli Eremitani, il Palazzo della Ragione, la Cappella Reggia Carrarese, il Battistero del Duomo, la Basilica e il Convento di Sant’Antonio, l’Oratorio di San Giorgio e quello di San Michele. All’epoca furono chiamati ad affrescare le pareti di questi siti i più rinomati artisti del tempo, tra i quali Giotto, che con gli affreschi della Cappella degli Scrovegni, realizza il suo capolavoro di maggior rilievo; a seguire Guariento di Arpo, Giusto dè Menabuoi, Altichiero da Zevio, Jacopo Avanzi e Jacopo da Verona. Al maestro toscano venne affidato l’incarico di raffigurare una sequenza di immagini tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento

C’era molta attesa nella città veneta sabato scorso, dove è stata seguita con grandissimo interesse in via streaming la proclamazione avvenuta a Fuzhou in Cina, dove si svolgevano i lavori del Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco. La candidatura di Padova con i cicli affrescati del XIV secolo, è stata l’unica presentata dall’Italia per il 2020. Un riconoscimento che consacra la città veneta nell’Olimpo delle città d’arte più importanti al mondo, come non hanno mancato di sottolineare le maggiori autorità istituzionali con in testa il premier Mario Draghi.

Particolarmente significativa la motivazione con cui l’Unesco inserisce Padova Urbs picta nella lista del Patrimonio Mondiale: “I cicli affrescati padovani illustrano l’importante scambio di idee che esisteva tra i protagonisti del mondo della scienza, della letteratura e delle arti visive nel clima preumanista di Padova all’inizio del XIV secolo. Gli artisti hanno mostrato grande abilità nel dare forma visiva a queste idee e  le loro capacità tecniche hanno permesso ai cicli affrescati padovani non solo di diventare un modello per gli altri, ma anche di dimostrarsi notevolmente resistenti al passare del tempo. Il gruppo di artisti in cerca di innovazione, riuniti a Padova, favorì allo stesso tempo uno scambio di idee e un Know How che portò ad un nuovo stile nell’affresco. Questo nuovo stile non solo influenzò Padova per tutto il XIV secolo, ma costituì la base ispiratrice per secoli di lavori di affresco nel Rinascimento italiano e oltre. Con questa vera e propria rinascita di una tecnica pittorica antica, Padova ha fornito un nuovo modo di vedere e rappresentare il mondo, annunciando l’avvento della prospettiva rinascimentale. Queste innovazioni segnano una nuova era nella storia dell’arte, producendo un irreversibile cambio di direzione”.

Il riconoscimento Unesco che vede Padova “Urbs picta” patrimonio dell’umanità, avrà sicuramente un grande impatto, non solo sul piano culturale, ma soprattutto economico, tanto che non è azzardato prevedere nei prossimi anni un grande afflusso di visitatori provenienti da tutto il mondo, favorito anche dal fatto, molto particolare, che Padova è il secondo sito dell’Unesco, già dal 1997 nella lista con l’Orto Botanico esistente dal 1545, dove attualmente trovano spazio migliaia di esemplari delle specie vegetali esistenti nell’intero pianeta.

 

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Gianfranco Coccia

Economista d'impresa

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