Il Buongiorno di Pina Colitta. Disordine dentro

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Il mio buongiorno con le case del sociale… Sono quelle case abitate da gente  impegnata nel sociale, nei gruppi, nelle parrocchie e nelle associazioni sportive. Case di persone encomiabili, spesso punti di riferimento per le loro comunità. Eppure, a volte, queste case sono così malandate, sporche e disordinate che i loro padroni da tempo hanno smesso di aprirle a parenti e amici. Sono chiuse per la consapevolezza che non si possono permettere di mostrare quel disordine. Mi chiedo allora, se tutto questo operare per il bene della comunità lasciando la propria casa andare in malora non sia segno di un malessere. Talvolta il malessere può essere un disagio nella coppia, talvolta nella relazione coi figli. La donna che non tiene in ordine la propria casa e che si fa in quattro per la comunità e gli altri può farlo anche per fuggire da qualcosa, e non solo per i valori sociali che proclama. Il marito che opera nel sociale dopo il lavoro ed è un punto di riferimento per tanti, ma non abita la propria casa condividendone la cura con la propria donna, si espone alla reazione di delusione e rabbia della sua compagna.

Mi chiedo se a coloro che esercitano un importante ruolo sociale ma che lasciano la propria casa disordinata o vuota non servirebbe un campanello di allarme o una scrollatina. Sarebbe oppotuno fare loro le seguenti domande:  Perché trascuri la cura della tua casa, insieme alla relazione col tuo coniuge o coi tuoi figli? Cosa ti porta fuori? Forse una celata richiesta di aiuto?

 

“ Se aiuti gli altri verrai aiutato. Forse domani, forse tra un centinaio di anni, ma verrai aiutato. La natura deve pagare il debito”. Georges Ivanovic Gurdjieff

ph. Marina Giannotti
 

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