Il Buongiorno di Pina Colitta. Un angolo d’amore

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Il mio buongiorno con la casa angolo di amore. Una casa di campagna, capanna nido d’amore,  ma anche casa  povera o cella d’alveare sepolta dal cemento, rappresenta sempre un nostro intimo angolo… Tanto più gli anni scorrono, tanto più il legame con essa si rinforza, fino a farla diventare topografia del nostro essere intimo, allacciata ai ricordi, allo svolgimento della nostra vita, alla memoria dei nostri cari. Lo stesso Bobbio negli ultimi anni di vita lascia questa testimonianza come supporto alla progettazione di servizi di assistenza domiciliare: “la propria casa dà sicurezza. Ti difende dal non conosciuto, dall’imprevisto, dal trovarti in un mondo che ormai, chiuso fra quattro pareti, ti è diventato sempre più estraneo. Tanto più si è vecchi quanto più sono profonde le radici, e quindi tanto più difficile da sopportare lo sradicamento, l’andare altrove, dove ti troveresti spaesato, perderesti la tua identità, diventeresti un numero in mezzo ad altri numeri …” Nella nostra casa parliamo con il coniuge e con i figli. Al momento giusto e con tatto ma parliamo. Condividiamo le emozioni positive ma anche quelle negative. Una soluzione che nasce dall’amore e dalla volontà di stare bene insieme si può trovare. Con gli altri invece, specie se non li conosciamo bene, occorre stare più attenti, e prima di esprimere emozioni negative è bene valutare bene le conseguenze. Via libera invece coi complimenti, solo se davvero realistici e non per piaggeria. Quando si enfatizza sul significato di casa equiparandola al “nido”, ci sarà sicuramente un motivo che trova radici in un interpretazione psicologia ed introspettiva.

“Questa è la vera natura della casa: il luogo della pace; il rifugio non soltanto da ogni torto, ma anche da ogni paura, dubbio e discordia.”

John Ruskin

 

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