Il Buongiorno di Pina Colitta. Creare spazio

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Il mio buongiorno con la casa dell’accumulo … L’analisi e l’osservazione di come appaiono le case che incontriamo potrebbe continuare quasi all’infinito. E’ un dato certo che accumuliamo tante cose che poi solo al momento di un trasloco ci troviamo a gettare. Eppure se una casa è piena a regime, bisognerebbe tenere presente questa regola:  ogni oggetto, vestito, strumento che entra nella nostra casa, deve prendere il posto di qualcos ‘altro che deve uscire, regalato, condiviso, gettato. Non sempre da soli ce la facciamo a migliorare la situazione … Dovremmo forse ricorrere ad uno psicologo? Dietro ogni forma di accumulo c’è sempre una storia che deve avere uno spazio di ascolto per ricostruire la trama della vita e ricavarne il senso da speranza anche di fronte ad un futuro incerto. In questo caso  “Casa dolce casa” non potrebbe essere una espressione da cui partire per ricostruire? Durante lo scorso lock-down quanti di noi si sono ritrovati a rimettere a nuovo tantissimi aspetti della propria casa: io come sempre ho messo mani alla mia terrazza, trasformata in un luogo sempre più accogliente e bello da vedere, in casa invece ho spostato mobili… E’ stata, dunque, una buona occasione per attuare la cosiddetta “psicologia dell’abitare” . Non è una novità che con l’aiuto delle neuroscienze si crea una sorta di equilibrio tra l’essere umano e l’ambiente abitativo, con conseguente risposta dell’uomo agli spazi abitativi.

“l’accumulo dei beni materiali non è il fine ultimo della vita. La vera liberazione dell’uomo sarà raggiunta solo, così come lo sarà l’eliminazione di tutto ciò che si oppone alla dignità umana, quando la visione spirituale dell’uomo sarà tenuta in considerazione e perseguita”

Papa Giovanni Paolo II

copertina: dal web
 

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