Litorali come immondezzai: appello per un gesto d’amore

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Il mare siamo noi. Il nostro corpo appena concepito si sviluppa in una soluzione liquida che per tutta la vita ci ricorderà il mare. Nel mare si sviluppano i primi organismi unicellulari, da esso emergono le terreferme, e così ha inizio la storia biologica del nostro pianeta. Dal mare evaporano centinaia di migliaia di tonnellate d’acqua che, trasformate in nubi, si condensano per piovere arricchendo laghi, fiumi e offrendo acqua dolce indispensabile per la sopravvivenza di piante, animali ed esseri umani. Il mare custodisce segreti archeologici, giacimenti minerari ed è il laboratorio biochimico più grande del pianeta. Come facciamo, dunque, ad essere così ingrati nei suoi riguardi? Da un lato ne siamo attratti e facciamo pazzie pur di trascorrere qualche ora in spiaggia, soprattutto d’estate, per combattere afa, solleone e sentirci “in vacanza”. Non riusciamo a rinunciare ai piaceri della tavola a base di pesce e frutti di mare, nonostante i rapporti FAO indichino chiaramente come le enormi quantità di pescato abbiano superato i limiti di sicurezza e i fondali, anno dopo anno, sono sempre più poveri. Stiamo mungendo questo elemento come se non avesse fondo. Per ringraziare, contraccambiare e controbilanciare ciò che da esso prendiamo, cosa gli doniamo in cambio? Rifiuti.

Marina di Taranto, rifiuti seminascosti dietro il muretto della spiaggia (ph Sabrina Del Piano, 2021)

D’inverno il mare restituisce sulla battigia una minima parte di quello che anche d’estate noi abbandoniamo sulle spiagge, il resto se lo trattiene e lo lascia galleggiare a largo, trasportandolo senza una mèta apparente.

È ormai di dominio pubblico che da qualche parte, negli oceani, esistono vastissime superfici galleggianti di immondizia che faticano a biodegradarsi, e che fluttuano seguendo moto ondoso e correnti di superficie. La domanda però è semplice: perché abbandonare rifiuti sui litorali? Così come ci portiamo acqua, bibite, frutta e pietanze sotto l’ombrellone per trascorrere qualche ora ancora con più gusto, così il nostro senso civico e la nostra onestà intellettuale ci dovrebbero suggerire di riportare a casa gli scarti per conferirli nella differenziata: bottiglie vuote, lattine, incarti e scarti alimentari. Possibile che dobbiamo ancora farcelo ripetere? Evidentemente sì.

Le foto di questo articolo sono inequivocabili, e scattate in pochi minuti lungo il litorale jonico, in occasione di una veloce passeggiata in località Marina di Taranto, il giorno 09 agosto 2021. Un tratto di costa bellissimo, in cui si possono ancora ammirare le dune fossili su cui l’Uomo preistorico 5000 anni fa ha costruito capanne e vi ha sostato, giusto per citare un esempio. Le dune “morte”, così anche chiamate, sono importantissime anche sotto l’aspetto geomorfologico. Costituiscono il primo fronte roccioso alle spalle della battigia. Per farla semplice, le dune fossili se “lasciate in pace” si trasformano nel lunghissimo tempo di cui hanno bisogno, cioè le ere geologiche, in rocce coerenti, come per esempio in arenarie e calcareniti. Sulle dune fossili, poi, vi cresce una tipica vegetazione come timo, ginepro, pancrazio o giglio delle dune e altre specie che, oltre a contribuire a profumare l’aria e a renderla inebriante e salubre, è habitat di caratteristiche specie animali: ecco che l’ecosistema è fatto.

Baia di Torre Sgarrata, Marina di Taranto. Bottiglie di plastica abbandonate in più punti sulle dune fossili (ph Sabrina Del Piano, 2021)

Abbandonare rifiuti in luoghi pubblici e contesti naturali non è solo un reato ambientale, ma anche un reato morale. Grazie a tutti coloro i quali si ricorderanno, dopo una felice giornata trascorsa sulle splendide spiagge pugliesi, tra sabbia soffice e acqua turchese cristallina, di riportare con sé i rifiuti. Sarà un gesto d’amore di cui andare fieri. Il mare siamo noi, tentiamo di non dimenticarlo.

Marina di Taranto, cassonetti all’accesso della spiaggia (ph Sabrina Del Piano, 2021)

 

Baia di Torre Sgarrata, Litoranea Salentina. Ombrellone abbandonato e rifiuti vari (ph Sabrina Del Piano, 2021)
Marina di Taranto, l’immancabile mascherina gettata a terra (ph Sabrina Del Piano, 2021)
Baia di Torre Sgarrata, Litoranea Salentina. L’ombrellone abbandonato e, in primo piano, solchi di un’auto che si è insabbiata (ph Sabrina Del Piano, 2021)
Baia di Torre Sgarrata, Litoranea Salentina, panorama e parcheggio (ph Sabrina Del Piano, 2021)
Camper parcheggiati a ridosso delle dune fossili, Marina di Taranto (2021)
Litoranea salentina, dune fossili (ph Sabrina Del Piano, 2020)
 

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Sabrina Del Piano

Archeologa preistorica, dottore di ricerca in geomorfologia e dinamica ambientale, esperta in analisi dei paesaggi. Operatore culturale, ideatrice di eventi culturali, editoriali ed artistici. Expert in prehistoric archaeology, geomorphology and landscapes analysis. Cultural operator and art events organizer

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