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Atto primo:

Il 13 agosto 2020 durante una riunione con il Governatore Regionale Dott. Michele Emiliano, dopo una lotta combattuta a colpi di comunicati stampa ed essere stati accusati di diffondere fake news con tanto di filmato pubblicitario in cui si affermava che l’UTIN di Taranto era aperto, salvo smentita delle gravide trasferite in altre città, l’ANAAO l’anno scorso otteneva la promessa di una rapida risoluzione della risi di personale che aveva portato alla chiusura dell’UTIN.

Atto secondo:

Dopo quasi un anno niente si è fatto per risolvere il problema della carenza di personale presso l’UTIN e il Punto Nascita di Taranto. L’unico concorso bandito, con tutta calma dopo sei mesi, è stato annullato, sembra per vizio di forma. Nel frattempo, nonostante il sacrificio personale dei pochi neonatologi rimasti, la situazione è precipitata sino a un punto di non ritorno. E qui inizia il balletto delle responsabilità. Accuse di cattiva gestione all’ex primario che, nonostante gravissimi problemi di salute, aveva comunque garantito la sua presenza e il suo contributo, da parte di un esponente dell’Università di Bari. Riunioni in cui non si riesce a concretizzare alcuna azione risolutiva ma solo sterili polemiche in quella che potrebbe sembrare una lotta di potere da prima repubblica. Forse il problema è il caldo, come suggerito per il Pronto Soccorso. Il 15 luglio la svolta. Una riunione a Bari alla presenza dell’Assessore alla Salute, Dott. Pietro Luigi Lopalco e del Direttore, Vito Montanaro. Un’illusione. Il passo più saliente? Questo: “ Considerata la rilevanza della questione in esame si dispone che le Direzioni Strategiche delle Aziende Sanitarie con il supporto tecnico del Direttore dell’UTIN dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Bari, in indirizzo, adottino tempestivamente ed entro 24 ore dalla ricezione della presente, tutte le azioni necessarie per garantire il corretto svolgimento dei turni di lavoro presso la UTIN dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, mettendo in campo tutte le risorse previste dalla normativa vigente in materia”. E’ passato circa un mese e non è stato fatto assolutamente niente. Se non si conta una delibera dell’ASL di Taranto, che, in palese violazione del contratto di lavoro, tanto che sarà oggetto di diffida e ricorso presso il Tribunale del Lavoro, assegna d’imperio l’incarico di responsabile della struttura complessa e di una costituenda struttura semplice a due medici mandati in comando dall’Università di Bari. Quindi nomine che non sembrerebbero effettuate nell’ottica di un supporto e rilancio dell’attività dell’UTIN/neonatologia ma di una clinicizzazione strisciante delle strutture ospedaliere dell’ASL e dell’occupazione dei posti di comando. Tutto questo scordando che il Primario, dott. Forleo, è ancora in carica e ha nominato, come da contratto, il proprio sostituto. Quale dovrebbe essere il ruolo di questi due medici? Solo di dirigere lasciando ai quattro neonatologi rimasti l’onere di lavorare per 18 ore al giorno come spesso avviene? E cosa dire dei benefit stabiliti? Sembra, cosa che se accertata sarebbe gravissima, che tali benefit siano stati concessi in violazione della legge e con il parere contrario della Responsabile del Personale.

Anche questa una bolla di sapone. Dopo la lettera a firma congiunta Lopalco e Montanaro non è cambiato niente. I due medici, oggetti di tante attenzioni, non sono ancora venuti. Dovevano arrivare il 16 luglio. Dopo a fine Luglio. Dopo il 16 agosto. Ora si dice, salvo smentite, il 24 agosto.

E intanto? Leggiamo le dichiarazioni del Sindaco di Taranto che “sta monitorando la situazione”. E noi ci chiediamo se è al corrente del fatto che, mentre lui si dedica al monitoraggio, dopo, come tutte le parti sociali, politiche e sindacali, ANAAO e FVM escluse, essersi dedicato per un anno a un rigoroso silenzio, l’UTIN è di fatto chiusa da fine giugno. Le partorienti a rischio e i bambini con patologie sono stati trasferiti a Lecce, a Brindisi, a Bari e ad Acquaviva delle Fonti. Con i relativi costi e, soprattutto, il disagio delle famiglie costrette a viaggiare con questa temperatura torrida. Per non parlare dei rischi sempre connessi a un trasferimento.

Abbiamo parlato di secondo atto ma, in realtà, si può parlare ormai di epilogo. L UTIN è chiusa. Il punto nascita, che ha registrato storicamente picchi superiori ai 2000 parti in un anno, è in chiusura considerato che non può esserci in servizio un solo neonatologo per turno. Quando c’è. E nessuno ha fatto niente nonostante i turni, costellati da “buchi” siano stati consegnati e a tacitamente avvallati dalla Direzione Medica di Presidio. Impegnata in attività più importanti.

Il 10 agosto l’ultima riunione in teleconferenza con i vertici sanitari regionali. Di cui non si conosce la posizione rispetto al mancato adempimento alle loro direttive. Dopo quello che potrebbe essere sembrato uno sterile scambio di accuse fra rappresentati dell’università e management passato e presente dell’UTIN l’unica conclusione è che, forse, il 24 prenderannoservizio dei medici. Ormai non ci crediamo più. Il Punto Nascita è sull’orlo della chiusura. Dove faranno partorire le gravide i vertici aziendali che sino ad ora non si sono posti il problema? A Castellaneta? Punto nascita chiuso nel 2016 dalla Regione Puglia ma ancora attivo in seguito al rifiuto dell’ASL di adempiere. A Martina Franca? Presso ospedali di altre province o regioni?

Il Sindaco di Taranto è occupato a monitorare un’UTIN chiusa ma, forse, si potrebbe dire con una una frase che spero tutti vogliate perdonarmi, dovrebbe unirsi alla veglia funebre non solo dellUtin e della neonatologia ma anche della sanità ionica considerate le criticità presenti da anni. Forse le più eclatanti sono quelle costituite dai Colleghi della Neurochirurgia che sono solo 4 più il primario o di quelli della Gastroenterologia in cui il 50% ha deciso di andare via. Quindi lasciando solo due medici più il primario.  Questo mentre di pomeriggio, in Medicina, sembra ci sia un solo medico per due corridoi. E se il SS. Annunziata piange, gli ospedali periferici non ridono, dato che versano nelle stesse condizioni, se non peggio, di carenza di personale.  

Cosa dire dei vertici regionali che sembra non riescano a far rispettare né i piani di riordino né le proprie disposizioni? A ognuno le proprie opinioni. E in questo caos che potrebbe portare alla chiusura dell’intera ASL di Taranto qual’è la preoccupazione del Direttore Generale uscente oltre a provvedere, oggi, a salutare tutti? Bandire un concorso per primario di Chirurgia Toracica e distribuire gli ultimi incarichi. Ma è al corrente che tale struttura non esiste? Non preoccupatevi ci salveranno le igieniste dentali.

Non rimane che affidarci al Signore dato che sugli uomini non possiamo fare affidamento.

Dott. Giancarlo Donnola
Consigliere Nazionale
Segretario Aziendale   
Anaao-Assomed Taranto

 

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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