APERTAMENTE di Ettore Mirelli: L’emergenza della medicina d’urgenza nell’area jonica

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Continuano ad arrivare numerose segnalazioni dal personale medico e paramedico delle strutture ospedaliere joniche relativamente alla grave emergenza della medicina d’urgenza che si sta registrando in queste settimane.

Questa notte davanti al pronto soccorso dell’ospedale SS Annunziata di Taranto si è arrivati ad una fila di nove ambulanze con feriti e pazienti a bordo e di due ambulanze davanti all’Ospedale di Manduria, con un tempo di attesa medio di quattro ore per poter ottenere l’accesso alle strutture e usufruire della assistenza medica.

Quella che va in scena ogni giorno nella provincia di Taranto è una situazione sanitaria insostenibile sia per pazienti e feriti, sia per il personale medico e paramedico, se si consideri che di notte al pronto soccorso del SS Annunziata prestano servizio solo due medici, chiamati a fronteggiare un bacino di utenza composto da centinaia di migliaia di cittadini.

Medici e paramedici hanno dichiarato lo stato di agitazione, ma data la particolare materia, essendo per ovvie ragioni il diritto di sciopero soggetto a drastiche limitazione, non sembra che l’iniziativa stia producendo risultati degni di nota.

La ASL di Taranto ha convocato una sola sigla sindacale al tavolo delle trattative escludendo tutte le altre che quindi si ritrovano autoritativamente escluse dalla concertazione sindacale.

Assolutamente irricevibile secondo molti medici la Ordinanza n° 261/2021 del Presidente Emiliano volta ad attenuare l’emergenza ma affetta da gravi lacune applicative che ne rendono praticamente impossibile l’efficacia.

Insomma, un caos senza possibilità di soluzione perchè a mancare è proprio il personale, fuggito in altre ASL meglio organizzate, in ferie, oppure licenziatosi alla ricerca di condizioni di lavoro più stabili, gratificanti e soprattutto più umane, perchè il carico di lavoro degli operatori sanitari della provincia jonica è diventato insostenibile sin dall’inizio della pandemia, per aggravarsi ulteriormente in questo periodo estivo in cui l’organico per i motivi sopra esposti, si è ridotto ulteriormente.

Sarebbe stato il caso che la Regione gestisse il problema per tempo bandendo nuovi concorsi per l’integrazione dell’organico su base provinciale, finanziando negli anni passati borse di studio per l’accesso alle specializzazioni mediche, svolgendo un pressing politico per la rimozione del numero chiuso per l’accesso alle specializzazioni mediche e soprattutto evitando di creare una disfunzione organizzativa delle strutture ospedaliere dell’area jonica tale da indurre molti operatori sanitari alla fuga.

Purtroppo nel pieno della ormai cronica emergenza della medicina d’urgenza è difficile intervenire approntando soluzioni efficaci e, in questa calda estate postmoderna, a cavallo tra una ondata pandemica e l’altra, non ci rimane da fare altro che assistere allo scempio di una sanità pubblica che non riesce a gestire neanche l’ordinaria richiesta di assistenza sanitaria di una intera provincia.

 

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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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