Il Buongiorno di Pina Colitta. Una società sana

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Il mio buongiorno con la società della cura…

Insisto continuamente sul concetto di cura. Ho, dai miei primi anni di vita avuto attenzione ed interesse per questo termine. E, nella parte di me sognatrice, addirittura ho sempre sperato in una intera comunità della cura che possa essere un giorno “società della cura”. Non smetterò mai di pensare e di scrivere quanto sia necessario al bene individuale sentirsi liberi in una società dove se esiste la cura della persona, nella pratica quotidiana, a questa si deve accompagnare la cura dei beni comuni. Ma avete idea di cosa potrebbe significare tutto questo? Potrebbe dire mettere in atto un nuovo modello di vita nella città,  anzi  addirittura un nuovo modello di società. E lo dico, oggi, proprio in questo giorno, una “società della cura” potrebbe essere il più bel dono mai ricevuto dal mio altro fuori di me. Solo in una tale società, , la “società della cura”, si possono tessere relazioni sane, sia negli spazi del privato sia negli spazi del pubblico, e soprattutto nei confronti dei beni comuni.
Paradossalmente la cura è più facile negli spazi pubblici perché protetti e legittimati da principi costituzionali di sussistenza, non accade invece nel privato dove il principio di costituzionalità viene sostituito dal buon senso delle parti in relazione. Ed è proprio il principio di sussidiarietà che tutela il cittadino attivo perché si possa prendere cura dei beni di tutti come se fossero propri. La sussistenza, altra parola da me tanto amata, il perno fondamentale di questa cura del bene comune perché consente la relazione della condivisione fondata sull’aiuto. Tanta vita a me che spesso in questa confusa e frastornante società,  avverto di essere ciò che non vorrei mai essere “ognuno, qualcuno, ciascuno e nessuno…

“Questa è la storia di quattro persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.”
(Anonimo)”

 

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