Il cinema delle origini

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di Stefania Romito

Il cinema fece la sua prima apparizione nel 1895, in un’epoca in cui gli USA stavano diventando una delle più forti potenze coloniali del mondo. Nell’800 le ferrovie, il petrolio, il tabacco e altre industrie conobbero una rapida espansione. A partire dal 1890 una nuova ondata di immigranti provenienti dall’Europa orientale e dai Paesi mediterranei sbarcò sulle coste americane. Nacquero movimenti per il diritto di voto alle donne, la proibizione del lavoro minorile. L’espansione americana coincise con il momento in cui le maggiori potenze europee avevano fondato imperi molto estesi ed erano instabili, come i Balcani e il decadente impero Ottomano. Le tensioni portarono allo scoppio della Grande Guerra nel 1914.

L’equilibrio del potere era mutato. Gli USA emersero come la maggiore forza. Il cinema, inventato durante i trent’anni precedenti la Prima Guerra Mondiale, crebbe fino a trasformarsi in industria internazionale. L’invenzione del cinema fu un lungo processo che coinvolse tecnici e imprenditori di molti Paesi. A partire dal 1905 la rapida crescita della domanda di spettacoli cinematografici portò alla diffusione di piccoli cinema  (nickelodeon). Durante il boom del nickelodeon il genere più richiesto divenne il film narrativo. Vennero aggiunte le didascalie e si sviluppò una grammatica delle inquadrature.

La Grande Guerra ebbe un fortissimo impatto sul cinema. Essa provocò una drastica diminuzione nella produzione francese facendole perdere la sua posizione preminente nei mercati mondiali. A colmare il vuoto entrò la nascente industria cinematografica hollywoodiana.

Il cinema offrì uno spettacolo visivo economico. Le performance degli attori potevano essere mostrate al pubblico di tutto il mondo. I documentari turistici offrivano immagini in movimento di posti lontani nella città degli spettatori. I film diventarono la forma d’arte visiva popolare della tarda età vittoriana.

Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’800, in seguito alla rivoluzione industriale. Fu in principio un meccanismo tecnologico che divenne la base di una grande industria. Fu anche una nuova forma di intrattenimento e un nuovo mezzo artistico.

Gli scienziati dovettero comprendere che l’occhio umano riesce a percepire il movimento quando gli vengono messe davanti una serie di immagini diverse tra di loro, a una velocità di almeno 16 immagini al secondo. Vennero messi in commercio molti strumenti ottici che davano l’illusione del movimento.

Nel 1832 i fisici Plateau e Stampfer inventarono uno strumento chiamato fenachistoscopio (un disco rotante di figure che lo spettatore vede attraverso una fessura e che dà l’illusione del movimento), mentre lo zootropio, costruito nel 1833 da Horner, conteneva una serie di disegni su una sottile striscia di carta dentro un cilindro rotante.

Un secondo requisito fondamentale per la nascita del cinema era rappresentato dalla capacità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie. La prima fotografia fu fatta da Niepce. Per anni la fotografia fu impressa su lastre di vetro o di metallo, senza l’uso del negativo. Nel 1839 Talbot introdusse i negativi su carta

Il terzo requisito fu la possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini una successivamente all’altra. In quarto luogo, il cinema richiedeva che le fotografie venissero impressionate su una base flessibile in modo da poter scorrere rapidamente attraverso una macchina da presa.

Nel 1888 Fastman ideò un apparecchio che impressionava rulli di carta sensibili (che chiamò kodak). L’anno dopo Eastman introdusse il rullo di celluloide trasparente.

In quinto luogo gli sperimentatori dovettero escogitare un meccanismo a intermittenza adatto alle macchine da presa e ai proiettori. Durante gli anni ’90, tutte le condizioni tecniche necessarie per la nascita del cinema erano state messe a punto.

 

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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista radiotelevisiva e scrittrice.

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