APERTAMENTE di Maria Vittoria Colapietro* «Per Taranto il Parco Eolico sarebbe una catastrofe!»

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Uno degli elementi portanti su cui l’economia della nostra città ha puntato nel passato e su cui deve puntare per perseguire in futuro la diversificazione del proprio sviluppo teso a far affrancare la città dalla monocultura dell’acciaio è il mare coniugato con l’ambiente, le nostre bellezze paesaggistiche e il nostro immenso patrimonio di beni culturali di cui fortunatamente disponiamo.

Nel tempo le trasformazioni del waterfront di Taranto hanno prodotto importanti innovazioni urbane, hanno aperto nuove linee di ricerca, hanno lanciato alcune sfide progettuali ed hanno evidenziato diverse opportunità legate alla relazione tra identità storica e sviluppo. Il waterfront della nostra città è per sua natura luogo di risorse, opportunità, aspirazioni ed ambizioni per una comunità che vuole voltare pagina per cui intorno ad esso e su di esso si giocano progetti, investimenti economici in attività alternative che rafforzino l’impresa turismo e permettano di mettersi alle spalle la schiavitù dell’acciaio che tanti danni ha arrecato e continua ad arrecare all’ambiente e alla salute dei tarantini. Fa da pendant al progetto di città teso ad incrementare e favorire l’economia legata al turismo l’incremento e il rafforzamento del porto che deve essere attrezzato e messo in condizioni di essere competitivo con i porti del nord e diventare riferimento per commerci e scambi tra oriente e Mediterraneo. Alla luce di queste nuove realtà e nella prospettiva di un auspicato affrancamento dalla monocultura dell’acciaio la città territorio va riprogettata tenendo nel dovuto conto le trasformazioni che necessariamente si verificheranno.

Se questa è la prospettiva, se diamo per acquisito che l’economia della città debba puntare per il futuro sul patrimonio paesaggistico e culturale della stessa, se la scommessa per il futuro non sarà più l’acciaio ma il paesaggio, la cultura e il terziario, apprendiamo con preoccupazione dell’avvio dei lavori per la costruzione del Parco eolico più grande del Mediterraneo da impiantare sul Mar Grande. Ferma restando la giustezza del perseguimento dell’incremento dei parchi eolici in generale in quanto produttori di energia pulita, questa scelta però per Taranto si rivelerebbe una catastrofe poiché è in palese contraddizione con le aspettative, le prospettive e le scelte di un futuro diverso che le istituzioni, le forze politiche, il governo nazionale e regionale hanno individuato per Taranto.

Come si concilia infatti la scelta di puntare sul turismo come principale risorsa economica e occupazionale della nostra città con la creazione di un parco eolico e il deturpamento paesaggistico che esso produce e necessariamente comporta? Su questo l’Amministrazione comunale, che non ha certamente alcuna responsabilità istituzionale in tale scelta ma che ha mostrato una sensibilità sul tema mare, le associazioni non solo imprenditoriali, gli ambientalisti, i partiti, i sindacati e i singoli cittadini debbono far sentire la loro voce ed assumere una posizione coerente con quello che da decenni viene detto circa il futuro della città.

Italia Viva non è né pregiudizialmente né ideologicamente contro i parchi eolici anzi ne sostiene l’utilità in quanto produttori di energia pulita rispetto al carbone e al petrolio ma ritiene che i parchi debbano essere costruiti su siti che non abbiano particolare pregio paesaggistico, non abbiano un pesante impatto ambientale e non siano in contraddizione con scelte di politica economica e di futuro basate sulla valorizzazione di beni ambientali, paesaggistici e culturali.

Maria Vittoria Colapietro
Coordinatrice provinciale di
Italia Viva Taranto
 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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