“The Waste Land” di Eliot e i “tagli” di Pound

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di Stefania Romito

 

“Prufrock and other observations”, la prima raccolta poetica di Eliot, fu finanziata segretamente dall’amico Ezra Pound. Pubblicata nel 1917 dalla Hogart Press, piccola casa editrice fondata da Leonardo Wolf e la moglie Virginia, conteneva alcuni componimenti che anticipavano la celebre raccolta “The Waste Land”. Questa prima raccolta era scritta quasi interamente in quartine di versi regolari. Quartine rimaste su due versi, anziché su quattro. Questa soluzione è frutto del sodalizio con Pound con il quale erano arrivati alla conclusione che la sperimentazione del verso libero fosse andata troppo avanti e per riuscire a creare un linguaggio poetico significativo, bisognasse tornare ad un esercizio più saldo, come quello imposto dalle regole tradizionali. Insieme a Pound, Eliot intraprende la lettura delle opere di Gautier, poeta al quale si era ispirato Baudelaire e al quale erano stati dedicati “Les Fleurs du mal”. L’opera che Eliot e Pound prendono come esempio è quella di “Emaux et Cannèes”, (1852) che utilizzava la quartina come schema su cui trovarsi ad esprimere, in uno spazio preciso, i sentimenti che cercavano forma poetica.

Anche Joyce influenza Eliot. A colpirlo nell’Ulisse è la scrittura libera e la tendenza di Joyce nell’andare in profondità per svelare i meccanismi più segreti del pensiero. Questo per Eliot è un periodo difficile.  Preso dalla sua attività bancaria (attività che svolge unicamente per mantenersi) avvia contemporaneamente numerosi progetti letterari con l’amico Pound, mentre la moglie inizia a dare segni di squilibrio psichico. Per rimettersi da questo periodo particolarmente stressante, dovrà ricorrere a tre mesi di mesi di assoluto riposo che trascorrerà a Losanna ed è in questo periodo che viene messo a punto il suo capolavoro:  “The Waste Land”. Nonostante la difficile situazione, riesce a dedicarsi anche al suo saggio “Il bosco sacro” . E’ il 1922 quando pubblica “The Waste Land”, opera dalla quale ha inizio la sua fortuna critica.

Dopo aver letto quest’opera, Pound la giudica subito eccezionale. Pound effettua una riduzione dell’opera di Eliot (la riduce di circa la metà). Del manoscritto originario, che presenta i “tagli” di Pound, per un certo tempo non si è saputo nulla. In seguito venne ritrovato e verrà pubblicato soltanto nel 1971. Conrad Aiken (amico di Eliot) ne sottolinea la componente fortemente letteraria. Aiken notava la tendenza a dar vita a una letteratura nella letteratura, a una poesia che si realizza tramite la poesia non meno che tramite la vita stessa, come se Eliot fosse giunto alla conclusione che la particolare sensibilità, del poeta del XX secolo, dovesse essere necessariamente assai complessa e letterata, capace di esprimersi solo nei termini del passato letterario. Il titolo è stato tradotto in italiano: “La terra desolata” anche se una traduzione più corretta potrebbe essere “Terra guasta”. La traduzione viene individuata per la prima da volta da Mario Praz, fatta parzialmente nel ’26 sulla rivista “Fiera Letteraria” e nel ’32 in maniera completa nella rivista “Circoli”, molto diffusa nell’ambito letterario.

Per quanto riguarda il significato complessivo e la simbologia di questo poema, bisogna rifarsi a una nota di Eliot che dice: “Non solo il titolo, ma anche il progetto di questo poema e buona parte dei simboli, sono stati suggeriti dal volume di Jassie L. Weston “From Ritual to Romance”. Devo tanto a questo poema da raccomandarlo a chiunque ritenga che  il poema debba essere spiegato. Ho anche un interesse verso un’altra opera di antropologia (“The Golden Bough” di James Frazer) che ha esercitato un profondo influsso sulla nostra generazione”. La figura centrale è quella di un re seduto allo stesso modo di Adone. Un re ferito la cui ferita si identifica con la perdita della virilità. Questa figura è quella di un sovrano semidivino dalla cui vita dipende la vita e la fertilità della sua terra e del suo popolo. Questo re è chiamato “Re pescatore”, nella leggenda del Graal,  essendo il pesce simbolo di vita fin dalla più remota antichità. Il titolo di pescatore viene attribuito a entità sovrintendenti alla conservazione della vita.

Il simbolo primario è quello dell’acqua che dà vita alla terra. Il mito pagano si intreccia al messaggio della religione cristiana, nonché ad immagini della vita stessa di Eliot e della vita dell’Europa, dell’anteguerra e del primo dopoguerra. Infatti la critica ha indicato come tema generale il senso di disorientamento dovuto alla realtà di questo periodo, realtà che rimanda ad una crisi della società borghese che troverebbe sbocco e naufragio proprio nella guerra. Molto significativa è l’apertura del poemetto. Il primo verso “Aprile è il più crudele di tutti i mesi…” è un’affermazione che rifiuta il topos classico della bellezza della primavera anticipando le immagini negative che costituiscono lo sfondo cupo del poemetto.

Sono stati diversi i critici che, una volta considerata la stesura finale, hanno analizzato le modifiche apportate da Pound. Bisogna tenere presente che “The Waste Land” nasce da una lunga gestazione mentale e compositiva, nel senso che parte già nel 1915. Eliot scrisse dei frammenti di testi orientati alla realizzazione di questo poema. Mette in gioco dei momenti che poi vengono recuperati proprio attraverso la ripresa di questi testi e l’inserimento nel nuovo tessuto, semplici versi o intere sequenze. La sua natura è di per sé composita, ed è stato sostenuto che Pound abbia piuttosto contribuito a dare unicità a questa serie di testi e di frammenti, togliendo materiale che risultava estraneo, e mettendo in luce i lavori ritmici, eliminando i dati artificiosi per fare risultare gli aspetti genuini. Tuttavia non è ancora chiaro se si tratti di un poema o di una serie di testi differenti tra loro per quanto sorti intorno ad una comune tematica.

Lo stesso Eliot ha rilasciato dichiarazioni ambigue.

 

 

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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista radiotelevisiva e scrittrice.

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