APERTAMENTE di Luana Dimitri* – Siamo proprio sicuri che “la setta” sia quella dei no vax e free vax?

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Poiché si fa un gran parlare su questi cosiddetti “No-Vax”, e poiché essi vengono sovente considerati al pari di una “setta”, vorrei dire la mia:

se proprio si vuol prendere parte a questo infame gioco che, in conto dello status vaccinale, divide la popolazione in due categorie distinte; e se proprio si vuol dire che una di queste due categorie è assimilabile a “una setta”, allora io, costretto a scegliere, dirò che la setta è quella “Pro-Vax“. E spiego subito il perché.

C’è una larga parte della politica e dei media che fa solo propaganda, sa dire solo “vacciniamoci”, “vaccinatevi”, e da mesi non fa altro che questo, senza informare, senza fare cultura, anzi, facendo tutto ciò che è in suo potere per aggredire la cultura e il libero acceso al sapere.

Roma 28 agosto 2021- Piazza del Popolo – Lo sbarramento della Polizia all’inizio delle tre vie  (Frattina, Ripettta e Del Corso) per evitare  ai manifestanti del NoGREENpass, di arrivare ai Palazzi del Potere 

Il TG5 parla mai del modulo del consenso informato e di che cosa esso contenga? Il TG1 ha mai detto quel che c’è scritto sui bugiardini dei “vaccini” anti-covid? I quotidiani nazionali riportano mai le tabelle reperibili sui Technical Briefing elaborati dal Public Health England? Dicono mai quale sia la differenza tra l’immunità naturale e quella indotta dai “vaccini”? Parlano mai del contenzioso di Kano, o dell’Ivermectina? L’AIFA promuove forse la farmacovigilanza attiva, e rammenta mai a tutti i nostri concittadini l’importanza di segnalare gli effetti avversi? Sui nostri media si fanno mai approfondimenti su tali effetti avversi? Nelle trasmissioni televisive dedicate ai dibattiti politici, lì dove vengono invitati sempre i soliti quattro o cinque esponenti vicini al governo, viene mai dato spazio al contraddittorio, vengono mai ospitati medici e scienziati che hanno maturato una posizione critica sulla strategia in essere?

Rispondiamo a tutte queste domande: no, no, ancora no, guarda caso no, nuovamente no, come sempre no e, toh, pensa un po’, no.

Ecco, c’è questa larga parte di attori più o meno istituzionali che se ne frega altamente di queste domande: essa è la setta più pericolosa degli ultimi decenni, nulla più che un gruppo di adepti che ripetono ossessivamente un mantra e sono pronti letteralmente a uccidere pur di continuare a proferirlo.

Non accettano contraddittorio, ma non solo: di continuo aggrediscono, fomentano l’odio e le divisioni sociali, minacciano, licenziano, radiano dagli albi professionali, demansionano, calpestano i diritti e le libertà sanciti dalla Costituzione, violano le norme internazionali e comunitarie, sospendono gli stipendi, sbarrano l’accesso alle mense, alle Università e agli altri luoghi della cultura, impediscono di attendere i propri cari nei Pronto Soccorso, serrano le porte dei treni e degli aerei, promuovono l’attesa con il paracetamolo quasi fosse una cura, negano l’esistenza di terapie alternative efficaci, negano che un farmaco sperimentale – somministrato senza anamnesi e senza sufficienti dati a nostra disposizione – possa provocare effetti collaterali anche gravi: negano tutto, e semmai preparano quartieri-ghetto per le quarantene dei soggetti positivi al SARS-CoV-2 (sicuramente in Australia e, secondo taluni documenti ufficiali dei Centers for Disease Control and Prevention, anche negli Stati Uniti – dove però i cittadini sono armati, dunque io non so proprio che cosa sperano di ottenere). Questa, questa è la setta.

Si va dalla Goldman Sachs a Confindustria, dai Democratici statunitensi al quotidiano La Repubblica, da Pfizer al Corriere della Sera, da Enrico Mentana a Bruno Vespa: questa è la setta. Perlomeno è la parte più visibile di essa, la più evidente assieme, ovviamente, ai servi che siedono al governo – di Emmanuel Macron, pupillo dei Rothschild, ha scritto perfino La Repubblica, il 6 Maggio del 2017: «Il candidato all’Eliseo ha un passato di banchiere d’affari ed è stato advisor della Nestlè nell’acquisto della divisione di prodotti per bimbi della Pfizer».

Se facciamo tesoro della lezione del giudice Falcone (“seguire i soldi per trovare la verità”), non ci resta che tener conto dei finanziamenti – diretti e indiretti -, dei finanziatori – diretti e indiretti – e dei conflitti di interesse. Cosa rimane, dunque? Che cosa rimane se togliamo dal tavolo chi ha legami con la Pfizer, con Sanofi, con Blackrock, con Vanguard, con i finanziamenti statali, e via di questo passo? Presupponendo che sia anti-etico che talune figure passino, come se nulla fosse, dal direttivo dell’ente controllato al direttivo dell’ente controllore, e depurando il campo dai conflitti di interesse e dagli intrallazzi di vario tipo: che cosa rimane? Nulla, non rimane assolutamente nulla. La FDA, l’EMA e la stessa OMS si rivelano presto come istituzioni compromesse (e mi sto trattenendo, capitemi…). Dei politici manco a parlarne. Al più restano quattro fessi che credono realmente in quello che dicono: tu li riunisci tutti assieme e comunque non ottieni neanche la metà delle conoscenze e delle competenze di un Premio Nobel.

Sul fronte opposto, che cosa abbiamo? Una miriade di soggetti, che non sono necessariamente contrari ai vaccini, tutt’altro. Tra loro ci sono medici che hanno somministrato vaccini per decenni – decenni. Io non so neppure se le persone che mi accingo a nominare siano vaccinate o meno, e non mi interessa affatto saperlo. Esse sono, semplicemente, delle persone che sollevano dubbi, si pongono domande, analizzano dati, leggono i migliori studi del mondo, ascoltano e si confrontano con altri esperti, trattano la materia con estrema competenza, hanno pazienti in cura, eccetera eccetera. Una cosa sola le accomuna: sono mentalmente aperte. Fine delle cose in comune. Ripeto: io non posso proprio definirle “No-Vax”, anzi: se lo facessi, probabilmente mi esporrei a una querela.

Chi sono? Beh, posso citare solo alcuni dei nomi che mi hanno aiutato a fare un minimo di chiarezza in tutta questa storia: il professor Luigi Cavanna, il professor Maurizio Rainisio, il professor Giovanni Frajese, il professor Paolo Bellavite, il professor Pietro Luigi Garavelli, il dottor Mariano Amici, la dottoressa Barbara Balanzoni, il dottor Agostino Ciucci, il professor Marco Cosentino, il dottor Andrea Stramezzi, il dottor Alfredo Borghi, il professor Massimo Citro, la dottoressa Silvana De Mari, i medici dell’Associazione Ippocrateorg, i medici del gruppo Terapie domiciliari Covid-19.

Ora che mi viene in mente, mi pare che il professor Cavanna – pioniere delle terapie domiciliari in Italia – fosse, come dire, “favorevole” alla possibilità di vaccinazione anti-covid per i soggetti fragili, mentre il professor Garavelli – sempre se non vado errato – è egli stesso vaccinato: questo per ribadire quanto sarebbe ingiurioso appellare questi professionisti con il titolo di “No-Vax”. Chiaramente, alcuni tra di loro si sono fatti una idea più netta, una idea decisamente contraria a questi nuovi farmaci; a tal proposito, dal canto mio, non posso far altro che specificare l’ovvio: aver maturato una posizione di contrarietà verso i fluidi anti-covid sviluppati da Pfizer & Co. non è certo un delitto.

Vi dicevo: questi sono solo alcuni di quelli che ho letto o ascoltato. Volendo fare dei nomi di professionisti stranieri, ho udito o letto: Peter Doshi, Peter Andrew McCullough, Robert W. Malone, Geert Vanden Bossche, Didier Raoult, Luc Montagnier, Harvey Risch, Andrew Hill, Ryan Cole e così via. Anche questi rappresentano solo una piccola parte degli scienziati stranieri che ho udito, perché in effetti io non riesco proprio a ricordarli tutti (senza contare le riviste scientifiche alle quali ho fatto ricorso, dal British Medical Journal all’American Journal of Therapeutics, cui vanno aggiunti quotidiani di respiro internazionale come il Wall Street Journal, il Financial Times eccetera eccetera). Ho poi osservato più e più volte i portali ufficiali degli enti pubblici deputati alla farmacovigilanza (le tabelle di EudraVigilance e di VAERS-CDC, i rapporti inglesi sulle Yellow Card, i dati forniti dal Ministero della Salute di Israele: neppure sto qui a raccontarvi, direi che basta così).

Ora dovrete proprio scusarmi, ma mi è venuta voglia di mettere i puntini sulle i. Perché è vero che io sia giunto alla conclusione che il governo ci sta fottendo tutti, con buona pace delle “anime belle” secondo le quali questo mondo è il migliore dei mondi possibili e tutto sta andando a gonfie vele (a proposito: se si vuole a tutti i costi dividere la popolazione in due categorie, sarebbe assai opportuno bandire le etichettette “Pro-Vax”/”No-Vax” per abbracciare una più ragionevole distinzione del tipo “Pro-Governo”/”Contro-Governo”); ma è altrettanto vero che io, questa mia conclusione, me la sono a dir poco sudata.

Dunque, visto che io ho studiato per mesi, e visto che ho speso migliaia di ore della mia vita in analisi, comparazioni, letture di dati e tabelle ufficiali, traduzioni di articoli scientifici, ascolto di medici, scienziati e professori universitari, la domanda da un milione di dollari è la seguente: che diritto ha un povero stronzo che ascolta solo Canale 5 e legge solo La Repubblica di dire che io sia una specie di fanatico che fa parte di una qualche setta? Che diritto ha, quell’essere, di attribuire a me i peccati di cui egli per primo si macchia? Assumendo pure che la ragione stia nel mezzo, diciamo 50 e 50: che diritto ha, quell’uomo, di trattarmi come se io fossi un untore, di impedirmi di seguire le lezioni universitarie, di togliere lo stipendio a mia madre, di far correre un rischio inutile a bambini e donne in gravidanza, di tenermi chiuso in casa, a pane e acqua?

Perdonatemi, ho finito.

Luana Dimitri

 

 

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Redazione Oraquadra

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