“Clypeus adversus Martinensium praetensiones” di Rosario Quaranta sarà presentata sabato 4settembre alle ore 20.00 nella Chiesa Madre di Grottaglie

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Grottaglie ricorda l’arciprete Francesco Antonio Caraglio (1627-1662) con la pubblicazione della sua opera inedita “Clypeus adversus Martinensium praetensiones”, relativa alla celebre controversia sulla “precedenza” tra le collegiate di Grottaglie e di Martina Franca.

 Poco più di 350 anni fa (22 maggio 1662) si spegneva tragicamente in Francavilla, colpito da mano sicaria, il giovane arciprete di Grottaglie Francesco Antonio  Caraglio. Il mandante dell’efferato delitto, d. Giovanni Battista Cicinelli, principe di Cursi e duca di Grottaglie, pensò di spegnerne la memoria vietando anche la pubblicazione delle sue opere. L’arrogante feudatario riuscì in effetti a non farle stampare; ma non poté cancellare il ricordo di un uomo che coraggiosamente aveva contrastato la sua violenza contro le prerogative e le immunità ecclesiastiche, dal momento che sue opere: Status insignis Collegiatae Ecclesiae Cryptaliensis (“Stato dell’insigne chiesa Collegiata di Grottaglie”) e il Clypeus adversusus Martinensium praetensiones (“Scudo contro le pretese dei Martinesi”) vennero ugualmente veicolate in diverse copie manoscritte.

A distanza di tanti anni è toccato a Rosario Quaranta curare l’edizione del Clypeus che si potrebbe definire quasi un classico della letteratura campanilistica, incentrato com’è su una polemica che vide contrapposte sul problema della precedenza o preminenza, per ben tre secoli, le più importanti chiese collegiate della diocesi di Taranto, e cioè quella di Grottaglie e quella di Martina.

Polemica che appassionò e impegnò non solo il clero dei due centri nei vari tribunali in una causa estenuante e dispendiosa, ma che coinvolse anche le stesse comunità civili in quanto toccava la questione della loro antichità e importanza.

La controversia, iniziata nel 1568, venne decisa a favore di Grottaglie da Clemente VIII con bolla del 1596; seguì la contestazione da parte dei Martinesi, per cui essa venne ripresa e agitata a lungo, per concludersi definitivamente, sempre a favore di Grottaglie, nel 1843.

Buona parte della  documentazione relativa è pervenuta fino ai nostri giorni e in parte è stata ricostruita e raccontata dallo stesso Caraglio nel suo  Clypeus scritto nel 1650.

Un’opera  – osserva il parroco della chiesa madre d. Eligio Grimaldi nella premessa –  “che a dispetto della particolarità del contenuto offre molti riferimenti di carattere storico e culturale che interessano non solo la vita della Collegiata, ma anche la storia e la cultura della cittadina in quei tempi così difficili ed esaltanti allo stesso tempo. Il testo propone nella seconda parte una appassionata rappresentazione volta a mettere in evidenza non solo la propria chiesa, ma l’intera comunità grottagliese vista come luogo ideale di incontro, di condivisione, di operosità, di onestà, di studio e di cultura”.

Ma il Clypeus tocca pure questioni e problemi che superano l’angusta visuale del “campanile”, in quanto  – come ricorda Vittorio De Marco nella sua prefazione  –  “la questione dell’immunità aveva una dimensione che si può dire internazionale, anche se quella della precedenza rientrava nel più ristretto orizzonte delle prerogative dei corpi ecclesiali”.

Il volume  esce per le edizioni della “Pluriassociazione S. Francesco De Geronimo” guidata dal dott. Ciro De Vincentis che sottolinea “la necessità di prendere coscienza e lavorare insieme, con orgoglio e determinazione, per rinsaldare e far radicare in profondità le comuni radici storiche, culturali, spirituali per trasferirle alle nuove generazioni; di qui l’intendimento di far conoscere la storia di Grottaglie principalmente ai giovani attraverso iniziative che coinvolgano le scuole”.

La presentazione si tiene nell’ambito dei festeggiamenti di S. Francesco de Geronimo (ricordiamo che questo santo, prima di diventare gesuita, fece parte del Capitolo grottagliese) nella Chiesa Collegiata.

Dopo i saluti del parroco d. Eligio Grimaldi,  del presidente della Sezione Tarantina della Società di Storia Patria prof. Giovangualberto Carducci e del presidente della pluriassociazione  dott. Ciro De Vincentis, terrà la relazione il prof. Vittorio De Marco, ordinario di storia contemporanea all’Università del Salento, e interverrà pure il curatore del volume prof. Rosario Quaranta. La manifestazione sarà coordinata dal dottor Francesco Spagnulo, segretario della medesima Pluriassociazione.

È prevista anche, per rendere più gradevole la serata, l’esecuzione da parte del maestro Nunzio Dello Iacovo di un intermezzo musicale (“Capriccio sopra il Cucù” di Johann Caspar Kerll) all’organo rinascimentale della collegiata che è stato da poco revisionato grazie all’impegno finanziario della ricordata benemerita Pluriassociazione di S. Francesco De Geronimo.

Appuntamento, quindi, assolutamente da non perdere per sabato 4 settembre 2021 nella chiesa madre collegiata Maria SS.ma Annunziata di Grottaglie, sita nella storica Regina Margherita.

Si ricorda che, in ottemperanza alle disposizioni vigenti, nel sacro tempio è obbligatorio l’uso della mascherina

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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