Mitilicoltori preoccupati dopo il confronto col Prefetto. “Pericoloso ritorno al passato”

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Un assurdo gioco dell’oca. Dieci anni sono trascorsi dal primo divieto di utilizzo e progetti sperimentali sono stati avviati, per quel che concerne la bonifica del Mar Piccolo, con la gestione Corbelli, senza che oggi ci sia la possibilità di fare un decisivo passo in avanti. Ma quel che più preoccupa i mitilicoltori rappresentati da Agci Agrital, Agri Pesca, Confcooperative Federcoopesca, Legacoop Agroalimentare Dipartimento Pesca, Unci, Fai Cisl, Flai Cgil e UilA Pesca, è che non solo non si va avanti, ma si azzera addirittura quello che è stato fatto. Il Prefetto di Taranto, a pochi giorni dal termine del suo mandato come Commissario straordinario delle Bonifiche (scaduto il 2 ottobre), nella videoconferenza di mercoledì ha condiviso con le associazioni e i sindacati presenti l’idea di annullare la fase di studio voluta dal suo predecessore, per la verità congelata ormai da mesi.

La ricerca e lo studio avviati dalla Corbelli miravano a dividere l’area del Mar Piccolo in diverse zone, da quella che presenta una situazione maggiormente compromessa a livello ambientale, in prossimità dell’Arsenale, a quella che si trova vicino agli ex Cantieri Tosi fino ad arrivare ai punti che hanno minori criticità e che quindi appaiono più facili da gestire. In base all’esito delle verifiche, secondo il piano della Corbelli, sarebbero stati avviati interventi differenti: dai dragaggi con opportuni sistemi mirati a non disperdere nell’ambiente marino gli inquinanti al capping con ricostruzione dell’habitat naturale, che avrebbe permesso di coprire i sedimenti. Oggi ripiombiamo nella assoluta incertezza: non si sa cosa verrà fatto, con quali risorse e quando. I mitilicoltori continuano ad essere pienamente convinti che, al netto di tutte le soluzioni tampone, la madre di tutte le questioni, quella dalla quale dipende il futuro del comparto, non può che essere costituita dalle operazioni di bonifica.

Preoccupazione, delusione, amarezza, senso di precarietà: questo ciò che gli operatori manifestano di fronte ad un confronto dal quale ci si aspettava ben altro.

Oggi auspichiamo che si proceda al più presto alla nomina del futuro Commissario per le Bonifiche e che il Cis, che negli ultimi mesi si è riunito solo una volta, torni ad occuparsi delle bonifiche, per salvare una produzione secolare e rappresentativa del territorio, ma anche per i riflessi, certamente positivi che questi interventi avrebbero sulla vita dei cittadini.

Come si può parlare di turismo enogastronomico e di marchi che attestino la qualità dei prodotti locali, se non si procede prima a questo tipo di interventi?

I mitilicoltori chiedono che la mitilicoltura a Taranto torni ad essere per il Governo una priorità, e che, ancor prima, ci sia una unità di intenti al fine di superare beghe e contrapposizioni sterili, quindi per risolvere finalmente la grande problematica e restituire agli operatori del settore e a tutta la città un Mar Piccolo bonificato, che possa tornare quindi ad esprimere al meglio le sue potenzialità.

Le parti si riservano di comunicare una eventuale mobilitazione di tutti i lavoratori alla fine del percorso, non prima di aver chiesto un incontro al Presidente della Regione Michele Emiliano e a tutti gli attori principali.

Agci Agrital

Agri Pesca,

Confcooperative Federcoopesca

Legacoop Agroalimentare Dipartimento Pesca

Unci

Fai Cisl

Flai Cgil

UilA Pesca

 

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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