Acciaierie d’Italia. Ancora un problema tecnico in Afo 4. Usb: “La fabbrica cade a pezzi e i lavoratori vengono licenziati. Via Arcelor Mittal dallo stabilimento tarantino”

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La lesione del crogiolo che ha interessato Afo 4 circa un anno fa e che ha richiesto interventi mirati, si è ripresentata. Al tempo Usb Taranto aveva sospetti circa la possibilità che i lavori posti in essere fossero unicamente mirati a tamponare, e non a risolvere definitivamente il problema. Oggi abbiamo la conferma di questo e del fatto che unico obiettivo già al tempo di Arcelor Mittal fosse quello di tirare avanti per poi man mano lasciar morire lo stabilimento tarantino.  Una situazione a dir poco preoccupante se si pensa che Afo 2 è a fine campagna, quindi da fermare e Afo 1 va incontro alla stessa sorte, e che proprio Afo 4, in quanto più giovane, è quello che avrebbe dovuto garantire la continuità dell’attività.
Inoltre anche le fermate di Afo 1 e Afo 2,  per problemi tecnici sulle tubazioni di gas, sono determinate da mancati investimenti di manutenzione. Da sottolineare che ciò produce rischi rilevanti per la sicurezza dei dipendenti e della città, e genera un aumento dei lavoratori che, durante le fermate degli impianti, vengono messi in cassa integrazione.
Ancora, negli ultimi sette/dieci giorni sono saliti a dieci i licenziamenti di dipendenti sui quali si fa ricadere la responsabilità di danni agli impianti che sono, come dicevamo poc’anzi, conseguenza diretta della manutenzione che non viene fatta.

Intanto il ministro Giorgetti, dopo tre anni di segnalazione ed in alcuni casi denunce, si accorge che Arcelor Mittal “Si è finanziata non pagando i fornitori”. Vorremmo ricordare che la responsabilità di questo giochino è certamente dell’amministratore delegato Lucia Morselli. Giorgetti dichiara inoltre che nel 2022 Invitalia entrerà al 60% nella gestione dell’acciaieria. Rispondiamo che le condizioni attuali della fabbrica non consentono di attendere un giorno in più: l’intervento dello Stato deve essere tempestivo, questa volta non per sostenere economicamente la multinazionale o per coprire la continua richiesta di cassa integrazione, ma per bloccare una gestione che è del tutto fuori controllo.
Al Governo chiediamo un incontro urgente per discutere delle varie questioni aperte.

 

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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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