Area Marina Protetta del Mar Piccolo e delle Isole Cheradi. Vianello: primo incontro svolto, avanti per l’effettiva istituzione!

Condividi

Il giorno 3 novembre c’è stato il primo incontro tra Ministero Transizione Ecologica, Comune e Provincia di Taranto, Regione Puglia e ISPRA per l’istituzione dell’AMP (Area Marina Protetta) del Mar Piccolo e delle Isole Cheradi ai sensi dell’emendamento a prima firma Vianello, approvato nella legge di Bilancio del 2021.

“Reputo positive le posizioni di assenso mostrate dal Comune e Provincia di Taranto e dalla Regione Puglia sull’Area Marina Protetta delle Isole Cheradi e del Mar Piccolo, d’altra parte sarebbe un delitto imperdonabile non riconoscere la bellezza di queste aree degne della massima protezione e valorizzazione ambientale.” – dichiara il deputato tarantino Giovanni Vianello.

“Taranto e il suo territorio” – continua Vianello – “aspettano da decenni l’istituzione di un’Area Marina Protetta, un percorso nato negli anni con proposte da parte di biologi, delle associazioni e della Fondazione Michelagnoli spinto anche a gran voce da una petizione promossa dal meet up di Taranto che ho portato in Parlamento presentando una risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissioni Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati nel 2019. L’approvazione successiva del mio emendamento alla Legge di Bilancio 2021 ha reso questo percorso non più un sogno ma ha posto le basi perché si concretizzasse  un lavoro che ho personalmente svolto in un decennio fatto di confronti con biologi marini e tecnici ambientali e raccogliendo tutto il materiale che poteva essere utile alla causa.”

“Nel merito” – chiarisce il deputato tarantino – “mentre per le nostre splendide Isole Cheradi di San Pietro e San Paolo sono pronte per l’istituzione, su cui auspico una fattiva collaborazione con la nostra Marina Militare, nel Mar Piccolo vi sono alcuni problemi: il primo è che il Mar Piccolo è ancora un SIN (sito d’interesse nazionale da bonificare) e fino a quando la bonifica non verrà completata difficilmente potrà diventare una AMP; il secondo è rappresentato dagli appetiti dei soliti noti e ignoti nel mettere le mani sul Mar Piccolo in fase post bonifica. Per superare queste criticità ho pensato attraverso l’emendamento di prevedere di riconoscere l’AMP anche in due zone separate in modo tale che da una parte si possa procedere più velocemente all’istituzione della AMP delle Isole Cheradi (che non ha problemi di bonifica visto il lavoro svolto dalla Marina Militare) e dall’altra, nel frattempo che la bonifica sul Mar Piccolo si compia, già da oggi si possa dare una destinazione futura ben precisa al mar Piccolo, non legata alla cementificazione e all’inquinamento ma bensì alla tutela ambientale ed economica ad essa correlata come ad esempio la mitilicoltura e il turismo green.” – conclude il deputato tarantino Giovanni Vianello.


Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento