Mirelli: Necessario introdurre il reato di “ Vilipendio dei simboli sacri”

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Quello che è successo in questi giorni, ossia la “provocazione portata a segno da parte di Riccardo Simonetti, Ambasciatore speciale UE per i diritti LGBT, che si è fatto ritrarre nei panni della Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, è accaduto perchè in Italia non vi è alcuna norma penale che sanzioni il vilipendio dei simboli sacri di una confessione religiosa.

Con Sentenza della Corte Costituzionale n° 508/2000 veniva dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art 402 del codice penale, rubricato “ Vilipendio della religione dello Stato”.

La ragione è palese e condivisibile dato che nell’ordinamento repubblicano, viene sancita la libertà religiosa senza distinzione tra religione di Stato e culti ammessi, così come era stato disciplinato in Italia all’indomani dei Patti Lateranensi del 1929.

Se da un punto di vista giurisprudenziale appare condivisibile l’intervento della Corte Costituzionale, non parimenti condivisibile è il mancato intervento del legislatore successivamente alla dichiarazione di incostituzionalità dell’art 402 CP, in quanto in tal modo l’ordinamento italiano è rimasto sfornito di norme penali a tutela del sentimento religioso.

I successivi artt 403 e 404 CP, oggetto di modifica da parte della legge 85/2006, sono infatti limitati ad una tutela delle confessioni religiose, solo nelle ipotesi di vilipendio operato in danno dei fedeli, dei ministri di culto e di oggetti materiali formanti oggetto di culto. Per capirci, il Crocifisso nella sua materialità e non nella sua portata simbolica sacrale.

Una tutela questa inadeguata a tutelare il sentimento religioso delle varie confessioni religiose presenti in Italia, al punto che, nel tentativo di superare il vuoto legislativo, è stata la giurisprudenza di merito e di legittimità a dare una interpretazione estensiva, o se si vuole “ conservatrice” della normativa in parola, estendendo il concetto di vilipendio non solo alle persone fisiche dei fedeli e all’oggetto materiale oggetto di culto, ma anche alla fede propria ai fedeli e alla portata simbolica sacrale degli oggetti di culto.

Altra forma di tutela al sentimento religioso è stata individuata a livello giurisprudenziale nel riconoscimento del reato di diffamazione relativamente a tutte quelle condotte che in modo acritico e immotivato vanno a ledere il sentimento religioso proprio ad una massa non determinata ma comunque determinabile di fedeli.

Tutto questo però denota due problemi.

Il primo è che il Legislatore del 2006 ha chiaramente valicato l’orientamento legislativo incentrato sul principio di laicità dello Stato, giungendo a riconoscere tutela legale solo agli elementi materiali soggettivi e oggettivi, costituiti dai fedeli e dagli oggetti oggetto di culto, ma non all’elemento sacrale della fede e del culto in sé, racchiusi nella definizione di sentimento religioso.

Il secondo problema è che la tutela della simbologia sacra di una confessione religiosa non può essere affidata solo all’interpretazione soggettiva del singolo magistrato chiamato a “forzare” il testo normativo, al fine di non lasciare privi di tutela valori astrattamente previsti dalla Costituzione, ma di fatto privi di una tutela legale applicabile.

Pertanto, data la rilevanza sociale che il sentimento religioso e la simbologia sacra ha nella vita della comunità nazionale, così come previsto dalla Costituzione, ritengo doveroso per il legislatore introdurre il reato di “ Vilipendio dei simboli sacri e del sentimento religioso delle confessioni religiose” con un testo normativo del seguente tenore: Chiunque pubblicamente vilipende con affermazioni o riproduzioni grafiche e fotografiche i simboli sacri e il sentimento religioso delle confessioni religiose è punito con la reclusione fino a un anno e la multa da 1.000 a 5.000 euro.”

Alla luce di quanto accaduto in questi giorni, che allo stato dei fatti rappresenta solo l’ultima incresciosa aggressione al patrimonio simbolico sacro e al sentimento religioso delle confessioni religiose, ritengo che tale intervento normativo si palesi come assolutamente necessario al fine di tutelare la pace sociale, nonché il doveroso rispetto nei confronti dei simboli sacri delle confessioni religiose presenti in Italia.

Spero che le forze politiche nazionali, indipendentemente dall’orientamento politico da loro rappresentato, si facciano carico di portare a compimento questo intervento legislativo che a tutti gli effetti costituisce una doverosa forma di rispetto verso i fedeli di ogni culto religioso praticato in Italia.


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Ettore Mirelli

Avvocato, poeta e scrittore

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