Cabaret Sacco & Vanzetti e il corto Humam: sabato 18 dicembre all’auditorium TaTÀ di Taranto

Condividi

Sabato 18 dicembre, all’auditorium TaTÀ di Taranto Cabaret Sacco & Vanzetti, a seguire il cortometraggio Humam: migranti in cerca di fortuna, col sogno di una vita migliore, per “Periferie e non solo”

TARANTO – Ai margini della società, e oltre. Per il cartellone “Periferie e non solo”, sabato 18 dicembre, alle ore 21 all’auditorium TaTÀ di Taranto, in via Deledda ai Tamburi, in scena “Cabaret Sacco & Vanzetti”, da Michele Santeramo, ideazione e regia Gianpiero Borgia, con Raffaele Braia e Valerio Tambone, musiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri, costumi Manuela Paladin Šabanovic, scene Vincenzo Mascoli, produzione Teatro dei Borgia, in coproduzione con Teatri di Bari e Dramma Italiano del TNC Ivan de Zajc di Fiume-Croazia, con il sostegno EticaArte e con il patrocinio di Amnesty International-Italia e Ministero degli Affari Esteri. A seguire proiezione del cortometraggio “Humam” di Carmelo Segreto (2020, 12′), con Aniello Arena e Miloud M. Benamara, musiche originali Giuliano Taviani, prodotto da Carmelo Segreto, in coproduzione con Raya Visual Art e Lorenzo Adorni.

“Cabaret Sacco & Vanzetti” racconta la storia di Bartolomeo e Nicola, due anarchici italiani immigrati negli Stati Uniti negli anni dieci del secolo scorso e transitati da Ellis Island, come tanti giovani oggi emigrano dai loro Paesi e transitano da Lampedusa. I due, un pescivendolo e un calzolaio, cadono in un circo mediatico e giudiziario, conclusosi con la loro morte e la gloria postuma. Le migrazioni, il pregiudizio razziale, l’intolleranza, la giustizia sono temi che attraversano la contemporaneità e scuotono la coscienza di tutti. Per questo il Teatro dei Borgia, rinnovando il proprio impegno sul fronte dell’Arte Civile, ha deciso di raccontare la vicenda dei due migranti italiani, vittime e simbolo di ogni discriminazione e ingiustizia.

Cabaret Sacco & Vanzetti (ph Luca Del Pia)

Sottratta alle trappole della retorica e del melodramma, grazie al lavoro di Gianpiero Borgia sul testo di Michele Santeramo, la vicenda di Sacco e Vanzetti è così restituita alla dimensione della Storia, attraverso le armi del teatro, il linguaggio del cabaret e il corpo di due attori infaticabili, Valerio Tambone e Raffaele Braia, che si offrono senza riserve. E questo è il racconto, divenuto paradigmatico, di due umili, due ultimi, due migranti, eroi moderni e simbolo universale delle battaglie per i diritti di uguaglianza e giustizia. Condannati alla sedia elettrica per un crimine che non avevano commesso, vittime di un processo farsa e di un crimine giudiziario, Sacco e Vanzetti caddero anche a causa della “politica del terrore” contro i “rossi” che l’America del tempo praticava, con speciale ferocia quando si trattava di immigrati.

“Humam” è incentrato su un immigrato algerino, costretto a fare i lavori più disparati in Italia per poter sostenere la sua famiglia, che vive lontana da lui. Un giorno, la sua più grande paura prende forma, trascinando l’uomo in un momento di terrore. La macchina da presa di Carmelo Segreto mostra uno spaccato di vita tremendamente attuale, la crudeltà dei più forti nei confronti degli inermi, in questo caso gravati dall’orribile pensiero razzista che la nostra società fatica a scrollarsi di dosso, nonostante un mondo in continua evoluzione. L’extracomunitario visto come un nemico, un’intrusione nella quotidianità o semplicemente qualcuno a cui dare la colpa delle nostre vite non all’altezza di quanto desiderato.

Humam

Dopo “Voglio essere libero” (documentario sulla storia di Libero Grassi e Pina Maisano) e “Un giorno alla volta” (selezionato allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2018), il terzo cortometraggio del giovane regista siciliano è sorretto da una solida sceneggiatura, di cui Segreto è coautore, e dalla straordinaria interpretazione di Aniello Arena (miglior attore protagonista ai Nastri d’Argento 2013 per “Reality” di Matteo Garrone) e di un sorprendente Miloud Mourad Benamara. In punta di piedi arriva, dando una chiusura perfetta al cerchio narrativo, la splendida colonna sonora del maestro Giuliano Taviani.

Biglietto serale 10 euro, ridotto 8 euro (under 25 e over 65). Prenotazioni obbligatoria al numero 366.3473430 (anche whatsapp) in orario d’ufficio. Nel rispetto della normativa vigente, per accedere all’area dell’evento è necessario il green pass rafforzato, non richiesto ai minori di 12 anni.

Il cartellone “Periferie e non solo”, stagione di teatro e cinema, è realizzato dal Crest nell’ambito del progetto regionale “Custodiamo la cultura in Puglia 2021”, in collaborazione con Provincia di Taranto, Comune di Taranto e associazione Il Serraglio – Vicoli Corti.


Condividi

Redazione Oraquadra

La redazione.

Lascia un commento