Pneuma come anima del mondo

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di Stefania Romito

 

Epicuro tentò di definire la nozione di “pneuma” (in greco, letteralmente, aria, soffio, respiro, spirito vita). Un corpo sottile assai simile a un vento caldo sparso per tutto l’organismo. Quella sostanza invisibile che anima gli organismi e li rende vivi.

Alla base di questa credenza vi era un’esperienza medico-scientifica. La fisiologia elaborata nel II secolo dopo Cristo da Galeno, il medico più famoso dell’antichità e massima autorità medievale, distingueva tra il sistema venoso in cui circola il sangue e il sistema arterioso in cui circola il pneuma. Il fatto che la più importante fonte di notizie anatomiche dell’antichità fosse il sacrificio di animali a scopo divinatorio spiega questa credenza.

Nel mondo antico il pneuma vitale rappresentò una nozione-ponte tra fisicità e spiritualità, secondo un approccio pre-cartesiano che nega una contrapposizione assoluta tra spirito e materia. Il pneuma, per quanto raffinatissimo, rimane un elemento materiale e può essere considerato la componente operativo-concreta della vita e dello Spirito. La nozione assunse particolare rilevanza presso gli stoici, che nel pneuma vitale dei singoli individui videro solo un’articolazione specifica del pneuma cosmico, lo spirito universalmente diffuso che anima e regola il mondo nel suo complesso e ogni cosa in particolare. Presente in modo attivo in ogni individuo vivente, il pneuma esiste comunque in forma passiva anche nel mondo minerale e inorganico. Ogni parte dell’universo è, quindi, intrisa di pneuma.

Animismo, vitalismo e panteismo contraddistinguono questa dottrina. Il pneuma cosmico degli storici è una forza divina immanente e diffusa nella totalità della natura. Ogni cosa, a causa del suo semplice esistere, ne possiede almeno una minima parte. Ogni cosa, quindi, possiede un’anima, anche i fiumi, le grotte, il bosco, ogni luogo. Ogni porzione significativa dello spazio ha il suo “genius loci”, letteralmente “lo spirito”, “l’anima del luogo”. In connessione con la teoria del micro-macro cosmo, il pneuma poteva anche essere inteso come “l’anima del mondo”. Nel XVI secolo, in una visione più moderna e intellettualistica, Giordano Bruno giunse a parlare di una mente universale, un’intelligenza diffusa in tutto il creato di cui le menti individuali sarebbero una componente inconsapevole.


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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista radiotelevisiva e scrittrice.

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