Bonifiche: il Parlamento rettifichi lo scippo MIlle Proroghe

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L’auspicio era che il nuovo anno portasse responsabilità, sensibilità e, oltretutto, risorse per il territorio di Taranto, come quelle europee conclamate ad ogni pie’ sospinto; invece la Befana sta riservando ancora una volta alla nostra città cenere e carbone.

Quanto avvenuto con il dirottamento, nel Decreto Milleproroghe, delle risorse finanziarie per le bonifiche, di fatto destinate direttamente all’Ilva in AS,  è inaccettabile da parte di un territorio cui si continua a riservare persistente agonia sociale ed economica.

Si faccia, ora, fronte comune tra tutte le forze politiche che sostengono il Governo, per ripristinare nel corso del dibattito Parlamentare, i finanziamenti e riconoscere al territorio il diritto alla transizione energetica, alla sostenibilità ambientale delle produzioni industriali che lo caratterizzano, oltreché alle ricadute sociali ed economiche conseguenti.

Un diritto, specie quello alla salubrità ambientale, storicamente rivendicato  da cittadine e cittadini ed in particolar modo dalle lavoratrici e dai lavoratori operanti nello stabilimento siderurgico, diretti e indiretti, sostenuti dalle rispettive organizzazioni sindacali.

La decarbonizzazione non può essere degradata a mero scambio di risorse, ben 575 Ml, da sottrarre alle bonifiche, giacché questo rappresenterebbe vulnus dagli esiti imprevedibili!

Oltretutto, il danno complementare che continua a perpetrarsi contro la città è la crescente sfiducia verso le istituzioni che, evidentemente, si manifesta con la sempre decrescente partecipazione al voto.

Sentimenti di sfiducia, questi, che si riverberano in particolare sulle nuove generazioni, altro anello debole di una comunità territoriale che continua a perdere residenti, stando agli ultimi dati pubblicati dall’Istat.

E’ una emorragia sociale, quella dei giovani che rinunciano alla bellezza dei propri luoghi di nascita e dei propri affetti per incrociare altrove percorsi di studio, arricchiti con servizi dedicati e più efficienti e, soprattutto, opportunità lavorative e risposte professionali più confacenti alle proprie aspettative.

Taranto non può più attendere, il Governo pensi ad una legge speciale con cui sancire chiaramente risorse, percorsi, tempi, responsabilità competenti e di controllo sull’avanzamento dei lavori di Bonifica.

E proceda con urgenza nel confronto serrato con il sindacato, come da tempo chiede la nostra Fim Cisl, su un reale piano industriale della fabbrica, che non sia un ulteriore libro dei sogni ma che sostituisca l’attuale incipit “faremo” con un più esigibile “abbiamo iniziato”.

Gianfranco Solazzo

Segretario Generale Cisl Taranto Brindisi

                                                                        

 


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Redazione Oraquadra

La redazione.

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