Le influenze del razionalismo critico di Antonio Banfi

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di Stefania Romito

Le opere fondamentali in cui il razionalismo critico di Antonio Banfi viene gradualmente elaborato sono La filosofia e la vita spirituale (1922) e i Princìpi di una teoria della ragione (1926), cui seguono nel 1939 l’importante Vita di Galileo Galilei e nel ’43 l’ampio articolo programmatico, intitolato Per un razionalismo critico.

Contemporaneamente Banfi svolge anche un complesso discorso su figure e problemi della filosofia antica e moderna, approdato a saggi su Rimmel (1931), su Hegel (1936), su Husserl (1939) e su Socrate (1943). Nel 1940 il pensatore milanese fonda e dirige (fino al 1949) la rivista “Studi filosofici”, che accoglierà anche le voci dei suoi scolari e porterà avanti un programma di approfondimento e sistematizzazione della riflessione teoretica, oltre che di vivace apertura alle esperienze spirituali e culturali contemporanee.  Nel 1959 esce l’ampia raccolta di studi La ricerca della realtà , in due volumi, che conclude insieme con i Saggi sul marxismo (1960) la ricerca filosofica di Banfi.

Già a partire dagli anni ’30 Banfi operò nella cultura filosofica italiana anche attraverso una ricca serie di iniziative editoriali. Nelle sue scelte di autori e testi stranieri da introdurre in Italia, egli privilegiò – in funzione palesemente antiidealistica- la filosofia della vita (Simmel), le cosiddette filosofie della “crisi” (da Kierkegaard a Nietzsche, da Barth agli esistenzialisti), il pensiero fenomenologico.

Mediante queste scelte egli proponeva una rilettura della filosofia europea che trovava i suoi momenti centrali nella riflessione sulle forme dell’esperienza e della cultura, nell’interpretazione della crisi storica della civiltà moderna e nell’esigenza di una rifondazione del pensiero secondo le prospettive di una razionalità anti-dogmatica e pluralistica.

È sempre in questa prospettiva che vanno collocati anche i richiami di Banfi alla filosofia anglo-americana. L’impegno editoriale banfiano si concretò soprattutto nelle collana “Idee nuove”, curata per l’editore Bompiani di Milano, dove apparvero volumi di Windelband e di Simmel, di Hartmann e di Scheler, di Klages e di Jaspers, di Santayana e di altri pensatori anglo-americani.

L’insegnamento universitario di Banfi produsse a poco a poco una vera e propria “scuola” che, sviluppandosi oltre le posizioni del maestro e anche in direzioni diverse rispetto al suo razionalismo critico, alimenterà il dibattito filosofico italiano fino agli anni ’70. Di questa scuola Remo Cantoni, Enzo Paci, Giulio Preti sono stai gli esponenti più significativi. Ma accanto ad essi vanno ricordati almeno Giovanni Maria Bertin, che ha proseguito le riflessioni pedagogiche di Banfi, e Dino Formaggio, che ne ha approfondito le riflessioni sull’arte e l’estetica.


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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista radiotelevisiva e scrittrice.

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