Cultura

Tracce di una teoria narrativa

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di Stefania Romito

Formalisti e strutturalisti affermano che oggetto della poetica non è il testo letterario ma la sua letterarietà. Il problema della poetica non è che cosa fa del Macbeth un capolavoro, ma piuttosto che cosa ne fa una tragedia.

Secondo il punto di vista di Todorov la teoria letteraria consiste nello studio della natura della letteratura. Non si preoccupa della valutazione e della descrizione di singole opere letterarie. Come la linguistica moderna, la teoria della letteratura deve affrontare il suo oggetto con metodi razionali e deduttivi al posto di quelli tradizionalmente empirici. La poetica dovrebbe costruire una teoria della struttura del funzionamento del discorso letterario, una teoria che presenti un quadro dei possibili letterari, di modo che le opere esistenti si presentino come dei casi particolari realizzati.

Non si deve pretendere che opere vere e proprie siano esempi puri delle categorie formulate. Le categorie tracciano solo la rete astratta sulla quale trovano posto le opere singole. Nessuna di queste è esemplare perfetto di un genere. I generi sono dei costrutti o dei composti di tratti caratteristici.

L’obiettivo di una teoria narrativa consiste nel costruire una griglia di possibilità tramite l’individuazione di tratti costitutivi della narrativa.

Lo strutturalismo sostiene che ogni forma narrativa si compone di due parti:

  • una storia: il contenuto o concatenarsi di eventi (azioni, avvenimenti) più quelli che possono essere chiamati gli esistenti (personaggi, elementi dell’ambiente)
  • e un discorso: l’espressione, i mezzi per il cui tramite viene comunicato il contenuto

La storia è ciò che viene rappresentato in una narrativa, il discorso è il come. Per Aristotele le imitazioni delle azioni reali  costituiscono un argomento dal quale vengono estratte ed ordinate le unità che formano l’intreccio. Anche i formalisti russi hanno fatto la stessa distinzione utilizzando soltanto due termini: la “favola” (materiale narrativo di base) e “l’intreccio” (la storia come è realmente narrata nel collegarsi degli eventi. La favola è l’insieme degli eventi che ci vengono comunicati nel corso dell’opera (quello che è successo), l’intreccio è l’ordine di apparizione (degli eventi) nell’opera stessa.

Piaget mostra come discipline diverse hanno utilizzato il concetto di struttura richiamandosi a tre nozioni chiave: la totalità, la trasformazione e l’autoregolazione.

Una narrativa è una totalità, perché è costituita da elementi, eventi ed esistenti, che sono di natura differente. Eventi ed esistenti sono isolati e distinti, mentre nella narrativa tendono a essere collegati.

In secondo luogo, le narrative comportano sia la trasformazione sia l’autoregolazione. Autoregolazione vuol dire che la struttura è chiusa e completa, che le trasformazioni inerenti a una struttura non conducono fuori dalle sue frontiere ma generano solo elementi che appartengono sempre alla struttura e che conservano le sue leggi.

Il processo tramite il quale viene espresso un evento narrativo è la sua “trasformazione”. Comunque avvenga questa trasformazione, soltanto certe possibilità possono verificarsi. Inoltre la narrativa non ammetterà eventi o altri fenomeni che non le appartengono e non conservano le sue leggi.


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Stefania Romito

Stefania Romito è giornalista pubblicista e scrittrice.

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