Il Cremlino accusa Kiev per il fallimento delle trattative. Minuti di fuoco e confusione

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Cattura di soldati russi

Lo scontro è ormai giunto al terzo giorno e questi momenti di forte tensione vedono il susseguirsi di conferme e smentite da parte di tutto il mondo. Se da un lato, infatti, Zelensky ringrazia l’Italia per essere favorevole a disconnettere la Russia da SWIFT e la Turchia per la decisione di vietare la navigazione in Mar Nero alle navi russe, dall’altro lato Palazzo Chigi e Governo turco lo smentiscono. L’Ambasciata Russa in Turchia, inoltre, non ha ricevuto alcuna notifica ufficiale da parte turca sulla chiusura dello stretto per le navi da guerra russe. Erdogan ha detto, in una riunione del partito al governo, di aver invitato Putin in Turchia per discutere della situazione tra Russia ed Ucraina. Eppure questa è stata la dichiarazione di Zelensky: “Ringrazio il mio amico Erdoğan per il forte sostegno. Il divieto di passaggio di navi russe da guerra nel Mar Nero è un significativo supporto per l’Ucraina”. E’ evidente che in questi concitati momenti risulta difficile fare chiarezza tra le diverse dichiarazioni che vengono rilasciate.

Ambasciata russa in Svizzera oggi dopo le minacce ricevute

Nel primo pomeriggio, il Cremlino accusa Kiev di aver fatto fallire una possibile tregua rifiutando i negoziati e ha annunciato che proprio nel pomeriggio riprenderà l’avanzata delle forze russe in Ucraina, secondo il piano operativo. E’, infatti, un’agenzia delle 14:00 circa che riporta le parole del consigliere del capo dell’Ufficio di Zelensky a confermare che Kiev rifiuta i negoziati e che la guerra continua in quanto non soddisfatti dei termini dei negoziati con la Russia. Peskov, politico e diplomatico russo, dal 2012 portavoce del presidente della Russia Vladimir Putin, dichiara che Putin il giorno prima, in relazione ai negoziati attesi con Kiev, abbia dato l’ordine di sospendere il movimento delle principali truppe russe nonostante gli scontri avvenuti nella notte. Dal Cremlino, oltretutto, sembra non trapelare alcun tipo di timore per le sanzioni imposte dall’Occidente: “Le sanzioni occidentali sono gravi, ma la Russia si è preparata in anticipo e intende continuare il lavoro per la sua economia.”

Combattenti Azov

Questa mattina l’ambasciata ucraina in Gran Bretagna ha diffuso la risposta di Zelenski alla proposta di evacuazione russa: “Ho bisogno di munizioni, non di un passaggio”. Così, il Segretario di Stato statunitense ha annunciato la fornitura di ulteriore assistenza militare all’Ucraina per milioni di dollari, mentre Lorenzo Guerini, Ministro della Difesa italiano, ha dichiarato che da domani l’Italia potenzierà la propria presenza in Romania per attività di airpolicing. Il presidente della Polonia si è detto, infine, favorevole all’ammissione dell’Ucraina nell’Unione Europea in ‘modalità espressa’. Molti i Paesi che stanno limitando il loro spazio aereo alle compagnie aeree russe. In Svizzera sono giunte minacce all’Ambasciata russa per questo il Governo ha ritenuto necessario aumentare la sicurezza.

Bandiera ucraina avvistata dietro una finestra a Mosca

Nel frattempo, per le strade e nelle città ucraine continuano gli scontri. A Trostyanets le autorità locali avvertono i civili di non uscire dalle loro case perché i cecchini russi sono presenti nella zona. A Kiev il battaglione neonazista Azov ha iniziato a formare nuovi volontari e il gruppo sembra essere armato con fucili AK-74 e mitragliatrici leggere RPK-74. Un’ambulanza che trasportava i feriti è stata messa fuori combattimento vicino a Kherson, tra le vittime anche medici. Molti i cittadini, in ogni parte del Paese, che si sono armati per difendere la loro patria, tanti altri sono rimasti feriti o uccisi. Nel frattempo, a Mosca, è stato dato ordine di verificare la presenza di bandiere ucraine su balconi e finestre e di fermare ogni tipo di atteggiamento provocatorio contro le decisioni del Cremlino.

 


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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