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Acciaierie d’Italia, garanzia su lavoro e occupazione, nulla di fatto al Ministero

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Ieri 25 marzo e sino a tarda serata, si è svolto l’incontro col Ministero del lavoro, proseguo dell’esame congiunto art. 24 del D.Lgs, n° 148/2015, avviato in data 16 marzo u.s. alla presenza delle OO.SS. e dei rappresentanti dì Acciaierie d’Italia (ex Ilva). ( nella foto di copertina incontro al MISE di alcune settimane fa)

Presenti per la UGLMDaniele Francescangeli, Segretario Nazionale per la siderurgia, la Coordinatrice dell’Industria per Taranto Concetta Di Ponzio e la Rsu Alessandro Dipino.

Il Ministero ha chiesto subito uno sforzo all’azienda: limitare i numeri sulla cassa integrazione e verificare in termini dì trasparenza la relativa gestione.

L’azienda però ha ribadito dì aver illustrato tecnicamente il piano da sviluppare nei prossimi anni, definendo indispensabile la richiesta degli ammortizzatori, confermando pertanto i numeri iniziali, specificando che con l’incremento della produzione, le unità dei lavoratori coinvolti diminuirà come in precedenza, poiché in questo momento storico si cerca dì dare un incremento dì produzione, un piano dì rilancio e ritiene essenziale questo accordo seppur con difficoltà oggettive.

La UGLM ricorda che gli incontri tenutosi presso lo stabilimento dì Taranto, concordati in sede ministeriale non hanno avuto l’epilogo sperato dalle parti sociali, cioè una riduzione dei numeri dì dipendenti da porre in CIGS, considerati i proclami da parte dell’azienda rispetto ad una ripresa e salita della produzione dì acciaio sino ad arrivare a 5,7 tonnellate nel 2022.

Il Segretario Nazionale Francescangeli – dichiara di aver appreso con soddisfazione gli sforzi fatti dal Premier Draghi, che con il decreto Energia, concordato in Consiglio dei Ministri, ha formulato una norma per aumentare la produzione dell’ex Ilva, con la possibilità dì aumentare la liquidità, fondamentale non solo per la sopravvivenza dell’azienda ma anche per tutta la filiera della siderurgia in questo momento di crisi delle materie prime, accentuato dalla crisi causata dalla guerra, ma ne deve conseguire una giusta applicazione aziendale soprattutto per salvaguardare i lavoratori e rilanciare le aziende.

Illustrata durante l’incontro, la possibilità per l’azienda, al pari di tutte le altre che gestiscono stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale, di accedere al credito avendo l’ombrello della garanzia pubblica SACE (Servizi Assicurativi e Finanziari per le aziende) per il 90 per cento dell’importo richiesto, oltre la possibilità di utilizzare, per la decarbonizzazione a Taranto, i 150 milioni del patrimonio (fondi dei Riva), amministrati da Ilva in Amministrazione Straordinaria.

La Coordinatrice Di Ponzio afferma “la UGL Metalmeccanici darebbe massima disponibilità per il raggiungimento di un obiettivo comune, qualora ci fosse da parte aziendale un’assunzione dì responsabilità e massima trasparenza, partendo dagli obiettivi proposti in fase dì esame preliminare, in riferimento ai tempi, i numeri e la richiesta dì integrazione salariale. I Lavoratori necessitano di maggiori garanzie, così come sottoscritto nell’accordo del 2018 e non dobbiamo dimenticarci dei colleghi in A.S. in attesa di rientro e dell’indotto.”

Aggiunge la RSU Dipino “La UGL Metalmeccanici infatti, ha seguito un percorso di recriminazione, sposando soprattutto le richieste dei lavoratori in virtù dì quello fatto sino ad oggi, ovvero mancanza dì una corretta rotazione della cassa e riorganizzazione”..

La UGLM recrimina l’esigenza dì rivedere tutto il percorso fatto sino ad oggi inerente gli ammortizzatori sociali, sottolineando non supportabile una CIGS in questo momento per il trascorso dì questa azienda, serve uno strumento migliorativo, che dia la possibilità dì gestire in forma partecipata e non gestita dall’azienda unilateralmente.

Il ministero, sentite tutte le OO.SS. invita ancora una volta le parti sociali a divenire ad un accordo, invitando l’azienda ad illustrare un piano dì investimenti concreto e dichiarare che NON ci saranno esuberi strutturali, ma solo la necessità dì gestire una fase transitoria in cui l’unico strumento Concesso è la CIGS.

Alessandro DIPINO
Rsu UGLM ArcelorMittal Italia

 


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Redazione Oraquadra

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