Chiediamo al Presidente Emiliano quali siano le prospettive di sviluppo per la provincia di Brindisi, dato che sinora questa ha solo ceduto in favore di altre

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Si torna a parlare dell’apertura al traffico passeggeri dell’aeroporto di Grottaglie. Se è vero che le infrastrutture sono una ricchezza per i territori, è anche vero che tale ricchezza non può essere costruita impoverendone uno per arricchirne un altro. Questo criterio di giustizia è enunciato anche nel programma elettorale del Presidente Emiliano, che come Verdi abbiamo sottoscritto e a cui rimaniamo fedeli: “Lo sviluppo economico è fortemente connesso al sistema delle infrastrutture e dei trasporti. Per stabilire le priorità occorre una capillare attività di pianificazione partecipata che coinvolga i territori, al fine di evitare conflitti tra ambiti locali, duplicazioni, sprechi, puntando a riconvertire l’esistente”.

Era il 2006 quando l’Alenia aprì a Grottaglie e il governatore era l’on. Fitto. L’impegno delle parti in causa fu che questo nuovo sito industriale, così prossimo a quello di Brindisi, non avrebbe creato dannose conflittualità. Invece, purtroppo puntualmente, nel 2010 Alenia chiuse a Brindisi. Sul fatto furono spese poche parole, se non la promessa che il polo aeronautico di Grottaglie avrebbe avuto una specifica vocazione industriale, invece oggi assistiamo all’ennesimo scippo a danno del territorio Brindisino. Dopo la beffa dell’istituzione dell’Autorità di sistema portuale che ha visto il porto di Brindisi e i tanti soldi rivenienti dal carbone spesi in misura risibile nel porto brindisino in favore di quello di Bari, ora si va verso il depauperamento del traffico passeggeri dello scalo di Brindisi in favore dell’Aeroporto di Grottaglie. Vogliamo essere chiari fino in fondo: non siamo “contro” l’aeroporto tarantino, ma vorremmo la garanzia che, come promesso nel programma, questa nuova apertura non danneggerà la realtà brindisina. Chiediamo quindi al Presidente Emiliano quali siano le prospettive di sviluppo per Brindisi e per la nostra provincia, dato che sinora questa ha solo ceduto in favore di altre.

Le reti aeroportuali rispondono a stringenti logiche di mercato e concorrenziali, maggiormente dopo la pandemia. Invece di creare “doppioni” andrebbe identificata in ciascuno scalo la sua vocazione e quella fatta crescere. Posto che siamo ben lontani da logiche campanilistiche, ci chiediamo però se, in vista di questa apertura, sia stato commissionato ad AdP un piano di flussi previsionali rispetto al traffico passeggeri e quale ricaduta questo avrebbe sull’aeroporto del grande Salento. Ricordiamo che l’aeroporto di Grottaglie è già stato adibito al traffico di passeggeri durante il conflitto nei Balcani e del Kosovo, così come nel periodo successivo, ma è poi stato chiuso perché gli aerei viaggiavano vuoti. Lo scalo di Grottaglie non è connesso con treni o bus di linea, pertanto, un investimento in tal senso avrebbe senso solo se vi fosse la certezza di un ritorno reale sul territorio. Diversamente, è solo spreco di denaro pubblico. Fare uno scalo passeggeri tra due aeroporti grandi e strutturati come Bari e Brindisi è solo l’ennesima “marchetta” elettorale che il territorio di Brindisi, privo di rappresentanza politica concreta a livello regionale, vede pagare attraverso il suo impoverimento. In questo fervente clima di campagna elettorale viene da chiedersi cosa ne pensino i parlamentari e i consiglieri regionali di tutti i colori politici eletti nel territorio brindisino. 

Esecutivo prov.le Europa Verde di Brindisi

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Redazione Oraquadra

La redazione.

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