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Riforma della Legge sulle case popolari. Il SUNIA chiede di fermarla

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Luigi Lamusta: “Chiediamo di bloccare la riforma che rischia di essere pagata solo dagli inquilini onesti”

Il SUNIA a livello regionale fa sentire la sua voce. Ogni territorio, mentre è in corso la discussione in V Commissione regionale la riforma della Legge 10 del 2014, sull’edilizia residenziale pubblica, lancia appelli ai propri consiglieri regionali.

Accade anche a Taranto, dove il segretario del SUNIA, Luigi Lamusta, spiega come ci si trovi di fronte al rischio di tasse e aumenti dei canoni di locazione, dovuti dall’introduzione del metodo ISEE.

Secondo il SUNIA sarebbe proprio l’inserimento delle proposte ARCA a firma della consigliera regionale Parchitelli del PD ad aver creato il corto circuito.

L’Assessore della Regione Puglia alle politiche abitative, Anna Grazia Maraschio, secondo il SUNIA dopo aver di fatto boicottato ogni tipo di confronto con i sindacati degli inquilini, non avrebbe verificato adeguatamente la portata della riforma sulle case popolari.

Quegli emendamenti – spiega Lamusta – salvano le casse di ARCA ex IACP, de-responsabilizzano l’agenzia regionale dal ruolo conferito dalla stessa proprietà di gestione dei morosi e fanno, così, ricadere soprattutto sugli inquilini non morosi il peso di una gestione incapace.

La riforma, infatti, prevederebbe un vistoso aumento dei canoni, il pagamento dell’IMU a carico degli inquilini (imposta tributaria da sempre a carico dei proprietari) e il pagamento, in caso di morosità, degli oneri accessori da parte degli inquilini onesti.

Il SUNIA poi denuncia farraginosità anche sul piano dell’accertamento dei redditi dei nuclei famigliari.

Invitiamo la V Commissione regionale prima e il Consiglio Regionale poi, nonché tutti i consiglieri regionali, a bloccare questo processo e a non approvare tali modifiche – dice il segretario del SUNIA di Taranto, Luigi Lamusta – Diversamente si avvierà un difficile contenzioso con migliaia di famiglie che vedranno un aumento dei canoni anche del 200%, il pagamento dei tributo comunale dell’IMU pur non essendo proprietari e la distruzione del processo di garanzia per gli inquilini onesti.


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Redazione Oraquadra

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