Primo maggio 2022: le parole d’ordine “Lavoro e Pace”

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Celebriamo questa festa delle lavoratrici e dei lavoratori, un valore straordinario, perché oggi il pensiero va anche ai milioni di lavoratori e lavoratrici dell’Ucraina privati del lavoro e, in molti casi, privati anche del dono più grande concesso ad ogni donna e uomo: la Vita. E ciò solo per colpa di una imperdonabile, folle e criminale invasione perpetrata nei confronti del popolo Ucraino, un popolo che sta subendo le più profonde atrocità: violenze, stupri, morte, distruzione di città intere, senza rispetto neanche di donne, bambini, anziani, infermi, inabili. Ecco che in questa giornata lavoro e pace risultano essere le due missioni in favore delle quali siamo chiamati tutti ad operare con senso di solidarietà e di responsabilità.

Il lavoro è in particolar modo l’emergenza di questo paese. La pandemia ha messo sotto stress i sistemi sociali e produttivi del paese ed i profondi cambiamenti che stanno interessando il mondo del lavoro hanno messo in discussione occupazione , professionalità , competenze. La ripresa economica del Paese, che stava mostrando i primi segnali positivi, ha subito il colpo della guerra, della crisi energetica insieme ad un ritorno di una preoccupante inflazione che richiedono al paese azioni mirate, dedicate e responsabili, con programmi, progetti e investimenti tesi alla crescita, allo sviluppo ma soprattutto che siano compatibili con l’abbattimento delle profonde diseguaglianze esplose in occasione dell’emergenza sanitaria. Emergenza che ha fatto pagare il costo più alto a giovani e donne già vittime di un tasso di disoccupazione che nei nostri territori tocca percentuali due e tre volte maggiori di quelle del centro nord. Allora siamo chiamati a ridare al lavoro quella dignità che intesero riconoscere i nostri padri costituenti dichiarando l’Italia una repubblica fondata sul lavoro. Più curiamo la dignità del lavoro e più siamo certi che aumenterà la bellezza e la qualità delle opere che realizziamo.

Ecco che torna il concetto di lavoro buono, sostenibile, legale, contrattualizzato. La transizione ecologica deve riguardare anche una nuova stagione di diritti che metta fine al precariato, ai nuovi lavoratori poveri (i working poor), al lavoro a tempo, talvolta di durata giornaliera, al lavoro sotto pagato, alle paghe di piazza, al caporalato, alla mancanza di sicurezza. Quella stessa mancanza di sicurezza complice anche della scia di sangue che ancora caratterizza il lavoro in questo paese: 1221 morti sul lavoro nell’anno trascorso di cui 97 in puglia e nel primo trimestre di quest’anno siamo già a 189 morti al livello nazionale. E nel novero di queste tragiche vittime rientrano finanche ragazzi che, invece di essere in formazione, vengono utilizzati per attività lavorative a costo della loro stessa vita. Persino nel giorno in cui si celebrava la giornata mondiale della salute e sicurezza sul lavoro, il 28 aprile, un operaio di 39 anni impegnato nella manutenzione di un ascensore nella sede del Ministero degli esteri è precipitato nel vano dell’ascensore, lasciando una moglie e una figlia.

Lo scenario che abbiamo di fronte è drammatico. Istituzioni, politica, enti preposti, parti sociali devono operare insieme per combattere questa forma di guerra che attanaglia il mondo del lavoro. Il sindacato è in prima fila sui posti di lavoro con i propri RLS al fine di verificare e denunciare tutte le irregolarità, ma anche protagonista di tanti protocolli e accordi tesi a tutelare e garantire salute e sicurezza . Ciò è testimoniato dai tanti protocolli anti covid firmati tra sindacato confederale e le imprese che, insieme, hanno remato in un’unica direzione, ovvero quella di tutelare la salute e la sicurezza sui posti di lavoro e, quindi, non far crollare definitivamente l’economia del Paese. Ma ciò non è più sufficiente. Servono più controlli e ispezioni e soprattutto serve rinforzare gli organici degli enti preposti, atteso che non si riescono a controllare più dell’1% delle imprese attive sul territorio e che, nella maggior parte, presentano irregolarità. Questo non significa che tutto il mondo delle imprese non rispetti norme e contratti, al contrario, esistono realtà in cui si investe tanto in sicurezza, come dimostrano i dati di taluni settori.

Allora c’è una ulteriore grande necessità. Investire in formazione ed inserire la sicurezza sul lavoro nei programmi didattici dell’istruzione secondaria almeno di secondo grado. Ed anche chiunque voglia avviare un’attività imprenditoriale deve sottoporsi ad una formazione mirata. Allora va ritrovata una pace anche nel lavoro, che va tutelato, difeso e reso un patrimonio comune tanto degli uomini, quanto di tutte le donne e i giovani dell’intero Paese da Nord a Sud. Ma qualsiasi pace non può che chiedere la fine di qualsiasi guerra, sia che si realizzi all’interno dei confini europei che oltre quei confini,atteso che alla data odierna si contano ancora quasi 60 focolai di guerra sparsi nel mondo. Da qui anche la necessità di una UE che torni alla sua ispirazione originaria e alla visione di pensiero dei suoi padri fondatori come Alcide De Gasperi, Altiero Spinelli, Konrad Adenauer, Robert Schuman, Jean Monnet, che vollero costruire una europache non riprovasse più gli orrori vissuti con le guerre precedenti. E quindi oggi abbiamo il compito di lavorare per una Europa più integrata che riscopra i suoi principi fondamentali, quei valori indivisibili e universali della dignità umana, della libertà, dell’uguaglianza e della solidarietà.

Parafrasando le parole del compianto ex Presidente del Parlamento europeo David Sassoli “l’Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza”; e la speranza per realizzarsi va praticata.

Allora onorare la festa del primo maggio significa assumere l’impegno individuale a sentire laresponsabilità di operare per un paese più giusto ed un mondo di pace .Affinchè il primo maggio del 2023 sia festeggiato senza morti sul lavoro, con più lavoro per i ns ragazzi e le ns ragazze , e soprattutto con una Ucraina che possa ritrovare la sua pace. E che quella pace possa espandersi in tutto il pianeta come un nuovo ed imbattibile virus!

Gianfranco Solazzo
Segretario generale Cisl Taranto Brindisi


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Valentina D'Amuri

Laureata in Progettazione e Gestione Formativa nell'era digitale, consegue il Master di II livello in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale in concomitanza con il Corso Normale di Stato Maggiore della Marina Militare. Instructional Designer, collabora alla produzione di diversi progetti in ambito civile e militare. "Non chi comincia ma quel che persevera"

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